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Antifascisti in lutto, si è spento Mario Giorgi
Si è spento Mario Giorgi, spirito ribelle e esponente dell'antifascismo livornese
LIVORNO. Lutto fra gli ex partigiani dell’Anpi: mentre la città festeggiava il nuovo anno è scomparso dopo una brevissima malattia uno dei protagonisti dell' antifascismo livornese, Mario Giorgi. Nella sua figura si incarnavano alcune delle caratteristiche tipiche del modo con cui la nostra città combattè il fascismo: lo spirito ribelle e l' insofferenza verso tutte le forme di prepotenza prima ancora di una scelta ideologica consapevole. Negli incontri con gli studenti raccontava di quando, ragazzino, tra via Garibaldi e piazza della Repubblica, alcuni fascisti in divisa gli tolsero e strapparono il berretto per non esserselo tolto con deferenza al loro passaggio: era il berretto nuovo, appena ricevuto in regalo e di cui era tanto orgoglioso.
Il suo antifascismo nacque di lì, da questa prepotenza inutile, per rafforzarsi poi nel corso degli anni e acquistare piena consapevolezza soprattutto nel periodo dello sfollamento nelle campagne della Lucchesia: è qui che si impegna direttamente con l' incoscienza spavalda dell' adolescenza contro i tedeschi. Ritarda la marcia dei loro convogli tagliando le gomme ai loro camion, disseminando i loro percorsi di chiodi e pietre, togliendo i cartelli indicatori, aspettandoli lungo le strade per dare loro indicazioni sbagliate e dare tempo ai partigiani di prepararsi. I partigiani lucchesi riconobbero l' importanza e l' efficacia delle sue azioni in un documento che Mario ha consegnato all' Istituto storico della resistenza ed è conservato nel suo archivio.
Finita la guerra, l' uomo che Mario è diventato attraverso queste esperienze si colloca sempre dalla parte dei più deboli, lotta per il lavoro e per i diritti. Da ultimo, diventa un testimone che trasmette ai più giovani quei valori che hanno ispirato la sua vita e da cui è nata la nostra Costituzione. Nel pomeriggio del 2 gennaio alle 15.30, gli amici lo saluteranno per l' ultima volta partendo dalla camera mortuaria dell' Ospedale. «Ciao, Mario», è il saluto dell'Anpi per dargli l'ultimo abbraccio.
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