Il Tirreno

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CROCIERE E TRAGHETTI

Piccini, è la fine di un'era: Porto 2000 a Provinciali

Giulio Corsi
Roberto Piccini, presidente uscente della Porto di Livorno 2000 (Pentafoto)
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Roberto Piccini, presidente uscente della Porto di Livorno 2000 (Pentafoto)

A meno di sorprese, a guidare la società che gestisce il porto passeggeri sarà il numero 2 di Palazzo Rosciano. Costalli (Cciaa): la privatizzazione non può essere gestita da chi non ci crede

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LIVORNO. Nel giorno di San Silvestro, 31 dicembre, se non ci saranno clamorosi ripensamenti dell’ultimo momento (decisamente improbabili) sarà l’ultimo giorno di Roberto Piccini al vertice di Porto 2000, la società partecipata da Port Authority (72.18%) e Camera di Commercio (27.82%) che gestisce il traffico passeggeri.
E’ la fine di un’epoca, e non solo perché Piccini è stato al timone di Porto 2000 nell’anno record del milione di crocieristi e poi nell’anno del boom di La Spezia (e del flop delle nostre banchine), ma anche perché prima in Compagnia, poi in Port Authority ha segnato ben più di un ventennio del nostro scalo. Ma il San Silvestro di Piccini sarà anche l’inizio di una nuova epoca per Porto 2000: perché il 2015 sarà l’anno della privatizzazione e del piano regolatore portuale che rivoluzionerà (anche) il mondo delle crociere.

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Chi guiderà la transizione verso un socio privato di maggioranza e la nuova governance che esso porterà con sè? Come Il Tirreno aveva anticipato sull’edizione di martedì 23 dicembre la scelta si orienterà su Massimo Provinciali, segretario generale di palazzo Rosciano.

Né Giuliano Gallanti, né Sergio Costalli, numeri uno di Autorità Portuale e Camera di Commercio, si sbilanciano sull’esito dell’assemblea prevista domani mattina alle 10 e tantomeno sul nome del nuovo presidente. Per quanto Costalli una cosa la ribadisca con fermezza: via del Porticciolo non ha cambiato di una virgola posizione rispetto a quello che aveva detto ad aprile quando aveva espresso un no fermissimo alla conferma di Piccini.

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Allora, Gallanti fece valere la sua supermaggioranza e impose la conferma del presidente di Porto 2000 per altri otto mesi. Stavolta però non andrà così. Anzi, è proprio in nome del clima costruttivo che si è creato sulla cessione delle quote della società in forza ai portafogli di Camera di Commercio e Port Authority (e la revisione dello statuto scritta a quattro mani dai segretari dei due enti Provinciali e Giuntoli e finalizzata a tutelare le minoranze all’interno della compagine sociale, è solo l’ultima dimostrazione di questo nuovo feeling idilliaco), che palazzo Rosciano ha deciso che non era più il caso di insistere col sostegno a Roberto Piccini. Il quale paga - lo dice chiaramente Costalli - soprattutto la sua posizione contraria alla processo di privatizzazione della società, che paradossalmente l’aveva avvicinato a Nogarin: «Il bando di privatizzazione è imminente e mi sembra palese che a gestire questo passaggio non possa essere chi ha sempre detto di non credere in questa operazione», sosteneva ieri il numero uno dell’ente camerale.

Provinciali sarà un presidente pro-tempore e avrà soprattutto il ruolo di gestire il passaggio in minoranza di Port Authority e Camera di Commercio, che alla fine dovrebbero restare con quote che si aggireranno rispettivamente attorno al 17% e al 15%.

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Bisognerà capire però come sarà gestito dal punto di vista operativo questo periodo di transizione: perché Provinciali chiaramente resterà anche segretario generale di palazzo Rosciano e non sarà facile aggiungervi il lavoro quotidiano portato avanti da Piccini in questi anni. Sebbene, va detto, il numero due di palazzo Rosciano da sempre abbia seguito con grandissima attenzione la vita di Porto 2000 e le problematiche del mondo delle crociere - a partire dalla vertenza sugli accosti tra Compagnia e Porto 2000 - partecipando ai vari Seatrade tra Miami e Barcellona e presentando direttamente alle compagnie gli investimenti sull’Alto Fondale e gli sviluppi del Prp.

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