Il Tirreno

Livorno

Anche la Provincia esce da Spil

di Rosanna Harper

Arriva in consiglio la preoccupazione dei lavoratori di Palazzo Granducale

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LIVORNO. Dopo la Camera di Commercio anche la Provincia ha deciso di uscire dalla Spil e vendere le proprie quote: per Palazzo Granducale si tratta soltanto dell’1,5%, ma da un punto di vista politico equivale a dire che la compagine dei soci della società-chiave della reindustrializzazione si restringe sempre più attorno al Comune di Livorno (fra gli azionisti figurano anche Banco Popolare e Monte Paschi, ciascuno dei quali attorno al 15%, più il Comune di Collesalvetti con lo 0,2%).

Ma non è questa l’unica società partecipata che la Provincia ha deciso di dismettere, come deliberato ieri in consiglio. Le società che verranno cedute, tramite asta pubblica (perché ritenute non strategiche), sono: Parco Minerario dell'Isola d'Elba srl; Alatoscana Spa, Mukky Spa, Fidi Toscana Spa, Parchi Val di Cornia Spa, Banca Popolare Etica Scrl.

Va detto peraltro che non tutte le partecipazioni verranno cedute. Quelle che saranno mantenute perché considerate necessarie agli obiettivi perseguiti dall'ente sono: Provincia di Livorno Sviluppo srl, Energy Agency of Livorno Province srl, Sat Galilei spa, Consorzio Polo Tecnologico la Magona, Interporto Toscano Vespucci spa, Società Consortile Energia Toscana srl.

La seduta del consiglio provinciale si è aperta con le comunicazioni del presidente Alessandro Franchi riguardo lo stato di agitazione dei lavoratori della Provincia, molti di loro presenti in sala, e della crisi dei lavoratori People Care. «Il disagio che stanno vivendo i lavoratori della Provincia – ha detto Franchi – è un disagio vero. Mi sento di esprime loro solidarietà: siamo molto preoccupati rispetto alla situazione di incertezza che coinvolge le province italiane. I tagli – riprende – rischiano di mettere in serio pericolo tanti dei servizi che la Provincia elargisce nell'interesse della cittadinanza e del territorio».

Il presidente ha manifestato condivisione per il documento delle Rsu con il quale si chiede, tra le altre cose, il rispetto della legge Delrio, che prevede il trasferimento contestuale di risorse, funzioni e personale e che impegna la salvaguardia di tutti i dipendenti attraverso la loro ricollocazione in altri enti del territorio. Attestati di solidarietà sono arrivati anche dai consiglieri: Federico Mirabelli (Pd) ha espresso critiche al governo e all'emendamento contenuto nella legge di stabilità (che porterebbe un taglio del personale del 50%, con 200 esuberi nella Provincia di Livorno) e ha manifestato sostegno verso l'operato di Kutufà.

Marco Cannito (Assemblea Democratica) ritiene necessario un coordinamento fra istituzioni, di area vasta, per cercare di trovare soluzioni concrete alla crisi occupazionale.

A margine del consiglio, Rsu e alcuni lavoratori hanno espresso preoccupazioni: «I tagli si ripercuotono anche sulle partecipate. La partecipata Provincia di Livorno Sviluppo, con 17 lavoratori, potrebbe rischiare di perdere le sue funzioni: attrarre risorse per lavoro e formazione del territorio», ha detto Maria Giovanna Lotti, dirigente provinciale.

Durante la seduta del consiglio provinciale sono state approvate altre due delibere: la prima riguarda il regolamento per la disciplina dei compensi professionali da liquidare in favore degli avvocati dell'ente (con l'inserimento di due emendamenti, richiesti e approvati dai consiglieri, che apportano modifiche agli articoli 3 e 8) e la delibera per l'acquisto gratuito in Collina, nella Villa Maurogordato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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