Il Tirreno

Livorno

Il vescovo inaugura la nuova casa per i bambini più indifesi

Matteo Scardigli
L'inaugurazione di casa papa Francesco a Quercianella
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L'inaugurazione di casa papa Francesco a Quercianella

L'hanno intitolata a papa Francesco ma, come dire suor Spiezio (Caritas) i protagonisti sono i bambini: quelli sotto i sei anni, costretti a vivere lontano dai genitori, magari per decisione del Tribunale. La nuova struttura è a Quercianella: l'ha inaugurata il vescovo insieme alla vicesindaco e alla prefetto

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LIVORNO. «Lasciate che i pargoli vengano a me» dice il vescovo Simone Giusti citando il vangelo di Matteo, «Lasciate che i pargoli vengano a Quercianella» ripete suor Beatrice Priori, provinciale delle Figlie della Carità, inaugurando la Casa Papa Francesco, la struttura di accoglienza per bambini da zero a sei anni costretti, per decisione del Tribunale, a vivere separati dai loro genitori.  Ma l’instancabile suor Raffaella Spiezio, presidente di Caritas Livorno, precisa: «Porta il nome del Papa, ma è dedicata ai bambini».

Prima di scoprire la targa celebrativa c’è anche il tempo di liberare dei palloncini in segno di buon augurio, e quindi si prosegue con la visita guidata alla Casa per il vescovo, la vicesindaco Stella Sorgente e l’assessore al sociale Ina Dhimgjini.

Dieci i posti letto, otto per i piccoli ospiti fissi e due per le emergenze; e poi la cucina, i bagni, il nido, la saletta comune e la lavanderia, oltre alla stanza per gli incontri protetti con gli operatori sociali. C’è anche il giardino con i giochi educativi per divertirsi tutti insieme con i bambini del vicinato. Tutti gli arredamenti, interni ed esterni, sono stati acquistati grazie al contributo di Ikea, Lions, Rotary, UniCredit, e ad una colletta di alcuni allievi dell’Accademia Navale. Della cura, protezione ed educazione dei piccoli si occuperanno adesso la Caritas e le Figlie della Carità.

«È la struttura che a Livorno mancava» sottolineano i volontari, precisando che nei complessi della provincia i neonati non possono essere accolti e sono quindi collocati in altre città: «Non siamo una casa-famiglia, ma una comunità a dimensione familiare». A seguire il messaggio di auguri alla città alla presenza di tutte le autorità civili, militari e religiose. Intervengono suor Priori e suor Spiezio, il prefetto Tiziana Giovanna Costantino, la vicesindaco e l’assessore. Il messaggio, per tutti, è quello di un invito alla collaborazione ed un rinnovo degli sforzi congiunti nella lotta alla crisi. Un pensiero riassunto nelle parole del vescovo, che guarda con un occhio al futuro dei locali dell’associazione Don Nesi: «Livorno avrà la darsena nuova, ma anche un nuovo porto di fraternità»

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