L’Authority fa 11 assunzioni Porto 2000 e bacini: ecco le gare
Per fare domanda c’è tempo fino al 30 gennaio mentre i due bandi clou saranno pubblicati entro il 15 Da Gallanti stoccate sul Prg: «Basta chiacchiere da bar, fare presto per il bene del porto»
LIVORNO. L'Autorità portuale dà il via alle assunzioni: 11 posti, soprattutto per impiegati e quadri A. Il bando sarà pubblicato tra pochi giorni sul sito dell'ente e per fare domanda ci sarà tempo fino al 30 gennaio. La notizia è emersa a margine dell'incontro convocato ieri a Palazzo Rosciano per tirare le somme dell'ultimo anno sulle banchine. A pochi mesi dalla scadenza del mandato del presidente Giuliano Gallanti...
La sorpresa è la concretizzazione delle 11 assunzioni. Insieme a un annuncio: «Entro il 15 gennaio – fa sapere Gallanti – pubblicheremo i due bandi per l'assegnazione dei bacini di carenaggio e per la vendita delle quote della Porto 2000». Tutto mentre volano ancora scintille con il Comune per l'approvazione della variante necessaria per varare il Piano regolatore portuale.
Nuovi posti: come fare domanda. Il bando, “per la copertura a tempo pieno e indeterminato di 11 posti vacanti”, sta per essere pubblicato su www.porto.livorno.it. «Facciamo la nostra parte sul fronte dell’emergenza occupazionale», dice il segretario generale Massimo Provinciali, che rivendica per l'Authority il posto di «primo investitore nella provincia con 60 milioni impegnati e 14 cantieri aperti dal 2012». I candidati dovranno fare un test a risposta multipla e un colloquio: si cercano quadri A, impiegati di secondo e terzo livello, informatici (i dettagli su www.iltirreno.it).
“Prg, basta chiacchiere da bar”. Ma è dal Prg portuale rimesso in discussione dai 5 Stelle che parte Gallanti, proprio mentre in commissione, in Comune, le forze politiche discutono della variante al piano strutturale. Il presidente mette subito in chiaro che: 1) l’Authority ha concluso la parte di sua competenza per l’adozione del Prp con il sostanziale ok del consiglio superiore dei lavorai pubblici; 2) la commissione ora «non è chiamata a discutere del Prg del porto, perché piaccia o non piaccia il Comune ha già dato l'intesa a suo tempo: è chiamata a discutere la variante che riguarda una parte (in sostanza la cerniera tra il porto e la città) che la precedente amministrazione aveva già approvato». «Ora – punge – si tratta di rispondere a 16 osservazioni e votare. Auspichiamo che si arrivi finalmente alla conclusione...». Anche perché, dice, sono tre le questioni centrali legate al Prp. «Le gare per i bacini e la Porto 2000: forse potremmo farle anche senza, ma saremmo chiaramente in una condizione di debolezza». E chiosa: «Abbiamo iniziato un confronto con la Compagnia, che è concessionaria dell’Alto fondale e lo deve lasciare alle crociere, purché sia pronto il Molo Italia (lì il dragaggio dovrebbe essere pronto a inizio 2015). È chiaro che saremmo più forti in questo senso se avessimo il Prp...». Ma soprattutto, ed ecco il terzo elemento, «se non c’è il Prp la Darsena Europa non si può fare». «Sono chiacchiere da bar quelle che sento in città», lancia la stoccata: «Fra due anni avremo le navi da 10mila teu e oggi le navi sopra gli 8mila nel porto non entrano: serve un nuovo terminal o le grandi porta container ce le scordiamo, e un porto senza contenitori non va nemmeno sulle mappe...». «Non si facciano battaglie politiche sulla pelle del porto», gli fa eco Provinciali.
Porto 2000, bacini e “belin”. Sul fronte delle crociere, il bando per la cessione delle quote di Authority e Camera di commercio uscirà a gennaio. Prima, fa sapere Provinciali, ci sarà una modifica allo Statuto che rafforzi la posizione dei soci pubblici (che si troveranno in minoranza) per alcune decisioni chiave. Accanto a Gallanti e a Provinciali ci sono i dirigente Matteo Paroli e Giovanni Motta. Quanto alla discussa gara unica per i bacini, spiega il primo, «sarà pubblicata sulla Gazzetta europea entro il 15 gennaio. Non siamo riusciti a farlo entro novembre per interferenze legate a passaggi amministrativi di altri enti o soggetti privati». Ovvero? Comune e Azimut, dicono dal tavolo. È confermato che nei bacini non saranno previste le grandi navi: «Le polemiche sulle dimensioni – sostengono al tavolo – non tengono di conto del fatto che se alla banchina 75 vanno le barche e la cantieristica da diporto, alla 76 non possono entrare le grandi navi». E anche qui ecco qualche stoccata: «Non abbiamo mai ricevuto nessuna richiesta ufficiale di concessione, se non un paio di manifestazioni di interesse che ci sforziamo di considerare tali». E Gallanti si lascia scappare questa frase: «Belin, saprei farli anch’io i progetti da 25 milioni con il project financing...».
Juna Goti
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