Il Tirreno

Livorno

la crisi e le feste

L'albero di Natale "doppio": dopo gli attivisti cinquestelle ora scende in campo anche il vescovo

Mauro Zucchelli
L'albero di Natale dello scorso anno
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L'albero di Natale dello scorso anno

Un pool di imprese si sarebbe rivolto alla curia per  finanziare l'allestimento in piazza Grande. Intanto sono al lavoro anche i volontari grillini

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LIVORNO. Doveva essere l'anno mesto e bigio in cui Livorno non aveva neanche uno spicciolo per regalarsi un albero di Natale in piazza Grande, finirà che ci saranno più iniziative che se la vedranno allo sprint per poter installare l'abete delle feste nel cuore del centro. Segno d'un sussulto della città che evidentemente, proprio nel bel mezzo della crisi più dura, tiene a questi piccoli aspetti che contrassegnano la voglia di festa o, perlomeno, il bisogno di sgombrare per un attimo la testa dal pessimismo. Si sa che gli attivisti del Movimento Cinque Stelle si sono fatti avanti per collocare un albero di Natale in piazza senza far sborsare un euro al Comune.Si sa che le organizzazioni di categoria dei commercianti non hanno nascosto il proprio rammarico per non esser state interpellate: Maristella Calgaro (Confesercenti) puntualizza che sarebbe stato possibile autotassarsi per poter fare l'albero di Natale; Giannantonio Cesari (Confcommercio) lamenta il fatto che ci sarà «un motivo in più per esser depressi».

Ma, a quanto è dato sapere, appena è stata di dominio pubblico la notizia che il sindaco aveva deciso di non fare l'albero come tutti gli anni, un gruppo di imprenditori ha bussato alla porta del vescovo Simone Giusti per dirgli che l'abete davanti al duomo l'avrebbero collocato loro. «Con i loro mezzi e a loro spese», spiegano dal quartier generale della curia confermando la notizia. E adesso dunque sul tavolo del sindaco sono presenti due proposte - quella degli attivisti del Movimento Cinque Stelle e quella degli imprenditori arrivata tramite diocesi - entrambe concrete e entrambe in pista. Allo sprint: anche perché a Natale ormai mancano pochi giorni e non c'è più tempo da perdere. La parola ora spetta a Palazzo Civico: la spunterà l'abete del vescovo o quello M5S? O tutti e due?

In diocesi si tiene a sottolineare che «questa disponibilità era stata manifestata prima che altri soggetti si facessero avanti»: inutile dire che ogni riferimento all'idea degli attivisti M5S non è affatto casuale. Risulta che si siano rivolti alla diocesi per dare un segnale di attenzione concreta che riguarda la piazza davanti alla cattedrale e, al tempo stesso, così da far arrivare la proposta al governo cittadino. Già sabato scorso è stata inviata dalla curia una mail a Palazzo Civico con la segnalazione di questa possibilità. Secondo le informazioni raccolte, la proposta che il gruppo di imprenditori ha fatto al vescovo non si limiterebbe al metter mano al portafogli: il pool di operatori metterebbe a disposizione personale e mezzi tecnici così da poter lavorare già domani alla realizzazione dell'albero.

Salta agli occhi che quest'anno, probabilmente per reagire a questa sensazione di crisi che è una cappa di piombo (e al portafoglio vuoto che frena la voglia di shopping) si sono moltiplicati ovunque i segni di addobbi e lucine per inventare un minimo di atmosfera di festa. Anche perché gli spazi di piazza Grande sono cambiati in modo netto, e in forma curiosamente bipartisan: il progetto è della giunta Pd di Cosimi, l'ha inaugurata la giunta M5S di Nogarin. Ora davanti al duomo c'è spazio, e senza abete il vuoto è ancor più evidente. A meno che l'unica soluzione non resti l'ironia amara dell' "alberino della crisi" con i nomi delle aziende chiuse.

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