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«Il sindaco apra a noi massoni»
Massimo Bianchi: criminalizzazione senza motivo. Guardi i busti in municipio...
LIVORNO. «Non possiamo accettare supinamente una criminalizzazione che non ha nessun fondamento». Non usa mezze parole il gran maestro onorario del Grande Oriente d'Italia Massimo Bianchi, già consigliere comunale in quota socialista e tre volte vicesindaco. Il riferimento è a quello che lui stesso definisce il “Punto h”, la clausola del programma del Movimento 5 Stelle che non consente agli iscritti alla massoneria di avere incarichi negli enti locali amministrati dai grillini. «Anche negli scritti di un livornese importante come Benamozegh si ricorda l'importanza della nostra scuola e formazione, originale e vitale per la comunità. Alcuni di noi, poi, sono professionisti che godono di una grande stima dai cittadini livornesi, che pure sanno della nostra appartenenza».
L'esternazione dell'ex segretario del Psi livornese, arriva a margine dell'incontro pubblico sulla Qabalah che la Loggia Tedeschi ha allestito all'Hotel Palazzo. E proprio facendo riferimento al livornese Alessandro Tedeschi, Bianchi incalza: «In onore di un fratello che pagò il proprio antifascismo con l'esilio di Parigi e che non avrebbe abbassato gli occhi di fronte a nessuno, non possiamo stare in silenzio. Questa è una città costruita sulla tolleranza e sulla presenza di più nazioni e religioni. E’ una cosa che è valsa ieri e deve valere per il futuro. Non si può escluderci a priori dalla vita pubblica. Oltretutto siamo una minoranza a cui sono appartenuti 9 dei dieci personaggi che hanno un busto in consiglio comunale. Se solo il sindaco alzasse la testa...».
«Un sindaco che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini- aggiunge - e non condannarne un gruppo a priori. Noi siamo persone per bene. E fummo perseguitati dal nazifascismo: forse ci dovremmo mettere al braccio una fascia verde con squadra e compasso, come le stelle gialle con cui venivano marchiati gli ebrei».
Maria Giorgia Corolini
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