Il Tirreno

Livorno

Mascagni, la giunta vuol vederci chiaro

di Mauro Donateo
Mascagni, la giunta vuol vederci chiaro

Nel mirino i bilanci mentre prosegue la querelle per i ringraziamenti a Provincia e Regione. «Il Comune è il primo finanziatore»

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LIVORNO. I soldi saranno stati anche trovati, ma le polemiche tra la giunta comunale e l’Istituto Mascagni non sembrano placarsi. Durante la settima commissione, dove in audizione c’erano i vertici del conservatorio musicale, non sono mancate scintille da entrambe le parti. Ai pentastellati non sono andati giù i ringraziamenti recenti che il presidente del Mascagni, Giulio Cesare Ricci, ha rivolto a Provincia e Regione per aver rinnovato i fondi per il bilancio 2014.

Il tutto mettendoli sullo stesso piano del Comune, che come è stato sottolineato più volte, «ha versato lacrime per trovare quei 130 mila euro necessari all’Istituto». In seguito il Comune ha sottolineato che per trovare i fondi per l’Istituto Mascagni sono stati sacrificati quelli destinati agli addobbi natalizi, e in particolare all’albero di Natale (vedi altro articolo nel giornale di oggi).

Le promesse della Provincia. «In ogni caso -spiega la vicesindaco Stella Sorgente- non sono state le pressioni esterne a spingerci a questo finanziamento, ma le ulteriori verifiche fatte sulle altre coperture». In particolare, la vicesindaco si riferisce al colloquio avuto con il neo presidente Franchi, dove c’è stata la conferma dei contributi provinciali.

Ma Sorgente aggiunge: «A Franchi gli abbiamo chiesto di mostrarci l’atto di impegno della Provincia: c’era scritto 200mila euro, e non 180mila come si dice, e a partire dal 1 dicembre». Viene fatto evidenziare come il Comune sia il primo finanziatore del Mascagni con 920mila euro in totale, «mentre la Provincia ha versato attualmente solo 100mila, vediamo se mantiene le ultime promesse fatte», tuona il grillino Daniele Galli, che non ha nascosto di essere rimasto «disturbato» dalla disparità di riconoscimento da parte di Ricci. Poi aggiunge: «Questa situazione è stata montata da qualcuno solo in vista delle regionali».

Marco Cannito (Città Diversa) afferma di «non capire cosa sia successo negli ultimi sette giorni: quando ho parlato con il dirigente tecnico della Provincia mi era stato detto che i fondi erano congelati, ora magicamente - continua ironico Cannito - si scopre che si possono usare».

«Dove sono i bilanci?». Ma dai pentastellati sono state avanzate critiche anche sulla trasparenza dei bilanci del Mascagni: «Vogliamo più chiarezza» chiede Sorgente, «capire anche il calcolo delle rette che pagano gli studenti». Stessa richiesta viene dall’assessore alla cultura Serafino Fasulo, mentre la consigliera Maria Cristina Mileti è più diretta: «È possibile - domanda - vedere i bilanci, e fare una stima di docenti e studenti?».

«C’è tutto scritto sul nostro sito nella parte amministrazione trasparente», risponde Marco Menicagli, direttore amministrativo dell’Istituto. E controllando subito su internet anche dalla maggioranza confermano.

«Non capisco come mai tanta ostilità verso i bilanci del Mascagni, avete qualche dubbio? Ditelo», incalza Marco Ruggeri (Pd). Gli controbatte Gianni Lemmetti, che spiega «di usare lo stesso atteggiamento che abbiamo con le altre partecipate, è solo questione di trasparenza».

L’istituto. Quali siano le voci più pesanti del bilancio per il conservatorio lo spiega Menicagli: «Gli oneri del personale - afferma - si aggirano intorno all’85%, risulta quindi difficile fare grandi tagli. Dove si poteva - continua- abbiamo risparmiato». Lo conferma anche il direttore Stefano Guidi, che ha illustrato le attività dell’istituto, cercando di far comprendere che il Mascagni è un bene della città. Ma il direttore non nasconde le difficoltà concrete «come il non avere soldi per fare volantini o fotocopie».

Presenti in commissione anche due studenti dell’Istituto musicale: Viola Lenzi, membro del consiglio accademico, e Luca Tessieri, presidente della consulta studentesca: «Siamo musicisti - dicono- e sogniamo di farlo anche come lavoro».

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