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Caprilli, 8 licenziati Ma Nogarin assicura «Proroga in arrivo»

Caprilli, 8 licenziati Ma Nogarin assicura «Proroga in arrivo»

Livorno Galoppo invia le lettere di fine rapporto dal 1° gennaio «Senza certezze sulla stagione 2015 è una scelta inevitabile»

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LIVORNO. L'avvocato Francesco Tabone, presidente di Livorno Galoppo, l'aveva annunciato il 20 novembre: «Viviamo in una situazione di incertezza, se non cambierà niente e non avremo delle risposte per il 2015, dovremo inviare le lettere di licenziamento». Così è stato. Mercoledì otto raccomandate sono arrivate a casa dei lavoratori dell'ippodromo. Contenevano una terribile notizia: "Dal primo gennaio 2015 non lavorerete più per la nostra società".

L'ennesimo colpo al cuore per gli ultimi lavoratori del Caprilli (undici dei loro ex colleghi sono stati smistati tra il golf, l'Aamps e Casalp), dopo anni di cassa integrazione, promesse, ricorsi, speranze e battaglie.

Ma forse c’è uno spiraglio, perché ieri attorno all’ora di pranzo il sindaco Nogarin li ha rassicurati al telefono da Roma, confermando in serata la stessa versione al Tirreno: «Abbiamo intenzione di prorogare la concessione dell’ippodromo alla Livorno Galoppo anche nel 2015. La nostra priorità sono i lavoratori e questa è la soluzione che oggi li garantisce di più».

A giorni, ha garantito Nogarin, la giunta delibererà questa scelta, confermando la linea indicata dalla terza commissione consiliare e recepita dalla giunta.

In realtà i lavoratori e i sindacati si aspettavano che quella scelta fosse già stata fatta. «Doveva essere fatta immediatamente - tuonava in mattinata Giuseppe Luongo, segretario della Flc Cgil di Livorno -. La terza commissione si era assunta l'impegno morale e politico di far qualcosa per i dipendenti di Livorno Galoppo. In particolare tutti i consiglieri assicurarono che avrebbero dato corso alla proroga per il 2015 che avrebbe consentito all'impresa di continuare a gestire l'ippodromo e dunque a dar lavoro a queste persone. Nonostante le rassicurazioni, della proroga oggi non c'è traccia. L'unica traccia che c'è sono le otto lettere di licenziamento. L'amministrazione che è proprietaria dell'impianto non può permettere che otto famiglie perdano il lavoro».

E’ per questo che gli otto lavoratori del Caprilli ieri mattina si sono recati in municipio con le loro lettere di licenziamento. L’obiettivo erano i capigruppo, ma nel corridoio hanno incontrato l’assessore al personale Martini che li ha rassicurati: «Nei prossimi giorni daremo corso all’impegno che ci siamo presi». Le stesse parole che il sindaco Nogarin, a Roma al ministero dello sviluppo economico, ha ripetuto loro al telefono, nella consapevolezza che una scelta di questo tipo provocherà altri ricorsi da parte di Alfea e inasprirà ulteriormente i rapporti tra Comune e la società che gestisce San Rossore.

Giulio Corsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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