Meteo
A rischio con l'ultimo taglio i 15 centralinisti della Provincia
Cgil contro gli enti locali: "Con la riduzione del 4% sulla spesa sociale il Comune di Livorno ci dice che non ci sono più anziani da assistere e poveri da tutelare". Attacco all'Asl: "Risparmiano ma non assumono"
LIVORNO I tagli al sociale non solo renderanno ancora più critica la situazione delle famiglie in stato di povertà, ma creeranno anche nuovi disoccupati. E’ l’accusa che Marco Menicucci, Barbara Celati e Angelina Ibelli, funzione pubblica Cgil Livorno, lanciano a Comune, Provincia, Regione ma anche all’azienda sanitaria. «Il taglio del 4% al sociale deciso dal Comune, che include l'azzeramento di borse lavoro e card prepagate, rappresenta un taglio occulto, che ha una precisa volontà politica: è come dire che a Livorno non ci sono più poveri da tutelare o anziani da assistere, visto che il Comune ha deciso di sforbiciare anche l'assistenza agli anziani», accusa Barbara Celati. Alla vigilia dello sciopero generale di oggi, giovedì 12 dicembre, promosso dalla stessa Cgil in tandem con Uil, la Camera del lavoro affrontano tout court le necessità le difficoltà del settore socio sanitario livornese.Sotto accusa, per entrambi gli aspetti, ci sarebbe una mancata programmazione, una cattiva gestione e una insufficiente comunicazione da parte delle istituzioni - Comune, Provincia, Azienda Sanitaria, ma anche Regione - riguardo decisioni che andrebbero a gravare sui lavoratori e, dunque, su servizi erogati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10483107:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10483107:1652163425/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Sanità senza programma. «Le relazioni sindacali sono pessime – ha spiegato Marco Menicucci - Solo dopo um anno e mezzo dal suo insediamento, il direttore sanitario della Asl 6 ha incontrato le organizzazioni sindacali. E questo è avvenuto – ha detto Menicucci – in seguito ad una iniziativa di protesta dei lavoratori, organizzata mercoledì per discutere la nostra vertenza: blocco per legge del contratto collettivo nazionale di lavoro, blocco del turnover, tagli lineari. A cui si aggiungono le criticità locali». Dov’è il piano dei sindaci? Menicucci lamenta inoltre un «assoluto caos programmatico e di pianificazione dell'azienda, dovuto a un problema locale: l'incapacità dei sindaci di redarre il piano attuativo locale, che non viene attuato da anni. Da quando è cambiata la geografia politica del territorio, inoltre, non c'è stato nessun segno di voler stabilire cosa e con chi sia possibile fare la programmazione delle esigenze di salute del territorio».
L’immobilismo della Regione. Il dito è puntato anche contro i piani della Regione: il piano operativo per il riordino del sistema sanitario regionale, la delibera 1235 del 2012 che riguarda anche la messa in rete di area vasta, non sarebbe stata attuata a distanza di due anni. «Pensare di fare tre sole aziende – ha aggiunto Menicucci – crea immobilismo: nessuno prende iniziative, nessuno investe sul futuro, siamo in attesa di capire cosa succederà. Una cosa dirompente per i lavoratori: non si assume, non si spendono le risorse e l'organizzazione del lavoro esplode».
6 milioni di risparmi, zero assunzioni. «Rivendichiamo le assunzioni – ha sottolineato Angelina Ibelli – perché vogliamo continuare ad erogare servizi pubblici universali. Servizi che devono essere incrementati sul territorio. L'azienda ha risparmiato 6 milioni negli ultimi anni sul costo del personale, mentre i numeri che riguardano la mobilità sono in crescita». E Menicucci rincara:, l’accordo dello scorso aprile tra direzione aziendale e organizzazioni sindacali, che riguarda erogazione di risorse per l'articolazione degli orari, della produttività fino alle assunzioni, che fine ha fatto?
Sociale e tagli. Qui il mirino si sposta su palazzo civico. E’ Barbara Celati a parlare dei dei tagli al sociale: «Si chiedono molto sacrifici al terzo settore – ha detto -. Un risparmio che è fine a se stesso, che si ripercuote sul personale, sempre più in carenza, e sul servizio, che diventa pessimo». Celati parla anche della chiusura di un centro di recupero per tossicodipendenti, i Salci di Rosignano, che andrebbe a gravare, oltre sui 18 utenti, anche sui 10 lavoratori. Una chiusura, prevista per il 31 dicembre, che si somma a quella di altri due centri, gestiti sempre da cooperative, il cui servizio è pagato dalla Usl: le Pianacce di Livorno e Pian di rena a Piombino. Tagli alla Provincia. I tagli al sociale riguardano anche i lavoratori. La Provincia ha messo a bilancio 200mila euro in meno che graveranno sul servizio di portineria dove sono impiegati attualmente 15 lavoratori svantaggiati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
