Il Tirreno

Livorno

EDIFICI STORICI DA SALVARE

Transennato Palazzo Squilloni

Roberto Riu
Le transenne davanti all'ingresso di Palazzo Squilloni sugli scali Cialdini
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Le transenne davanti all'ingresso di Palazzo Squilloni sugli scali Cialdini

Sono state apposte le transenne davanti all'ingresso di Palazzo Squilloni, edificio ottocentesco sugli scali Cialdini all'angolo con gli scali D'Azeglio: sono ko alcuni travetti di legno

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LIVORNO. Transenne per Palazzo Squilloni, l'imponente edificio ottocentesco situato sull'angolo fra gli Scali Cialdini e gli Scali D'Azeglio. L'intervento si è reso necessario alcuni giorni fa a causa del degrado di alcuni travetti lignei situati al di sotto dello spiovente del tetto aggettante sugli Scali Cialdini.

Attualmente il palazzo ospita gli uffici del Genio civile opere marittime di Livorno. Nel descrivere l'edificio l'architetto Ciorli mette in evidenza la particolarità del prospetto principale affacciato sugli Scali Cialdini: “Il dato architettonico più vistoso sul fronte che guarda il porto è la presenza di una porta-finestra sormontata da un arco di dimensioni gigantesche e contornata da una cornice baroccheggiante che richiama la tipologia dei palazzi papalini o delle residenze dei sovrani d'Oltralpe.” All'interno invece spiccano, ai piedi dello scalone, due imponenti leoni in marmo.

L'edificio fu innalzato fra il 1848 ed il 1854, sull'area in precedenza occupata dal Bastione del Mulino a vento, per volere dell'imprenditore Giuseppe Squilloni avvalendosi del progetto redatto dall'architetto fiorentino Enrico Guidotti. Come scrive l'architetto Riccardo Ciorli nel suo libro dedicato al palazzo, l'edificio non diviene però una dimora di famiglia come per i Maurogordato o per i De Larderel: passata al Guidotti una parte del complesso edilizio, che è dotato di vaste cantine, diviene infatti sede dell'Albergo del Nord (poi Albergo Washington).

Nel 1888 l'edificio risulta intestato alle famiglie Guidotti e Marcantoni passando quindi nel 1906 ad Alberto Bougleaux, erede dell'attività di mulini a vapore insediata nel quartiere Torretta. E' del 1920 il passaggio al demanio con l'acquisizione dell'edificio da parte dell'Ente Portuale di Livorno, mentre una decina d'anni dopo il pianterreno viene adibito a laboratorio chimico delle dogane. Nel dopoguerra il fabbricato ospiterà prima l'Istituto nautico e quindi le scuole medie Vivarelli subendo negli anni successivi vari interventi di restauro a cura del Ministero dei lavori pubblici.

 

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