Il Tirreno

Livorno

Sul disco treno degli studenti Erasmus

di Stefano Taglione
Sul disco treno degli studenti Erasmus

Alcol, canti, sporcizia sui vagoni dello sballo. Ecco i 300 che hanno messo a soqquadro S. Maria Novella

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Ore 21: appuntamento alla stazione di Pisa centrale. Entro mezz'ora parte il treno diretto a Santa Maria Novella. Ma non è uno dei tanti: è il Discotreno. Il convoglio dello sballo con il quale da anni gli Erasmus si spostano a Firenze per bere e ballare (oggi allo Space Club).

Sotto le logge, uno dopo l'altro, arrivano tutti. Ci sono anche i ragazzi dello staff dell'Esn - l'associazione universitaria che aiuta gli studenti stranieri e li indirizza verso le principali feste cittadine e toscane - insieme a molti giovani accorsi per l'occasione (molti fuori sede, pochi pisani). Con loro, puntuali alle 21, ci siamo anche noi. Ma prima occorre fare un passo indietro.

Il Discotreno - a Pisa letteralmente un cult per il mondo Erasmus e non solo - è un evento che spesso viene organizzato all'ultimo istante e la maggior parte dei partecipanti lo hanno saputo giovedì sera, durante un altro evento sponsorizzato dall'Esn: la serata nella discoteca Akuaketa, che prima (a partire dalle 22.30) prevede un ritrovo alcolico in piazza della Pera, dove i ragazzi si riuniscono per il "botellon", con bottiglie da uno a due litri piene di ogni ben di Dio. Quattro giorni fa, insomma, è partita l'idea della nottata della discordia, che poi - ma questo lo racconteremo più avanti - ha sconfinato nell'orinatoio sul sagrato della basilica di Santa Maria Novella.

Sono le 21.25: davanti alla stazione di Pisa c'è il pienone. Oltre duecento persone si avviano verso il binario numero sei, da cui partirà il convoglio diretto a Firenze. Pochi i biglietti stampati: a noi ci prendono in giro per averlo fatto. «Il controllore non passa, fate solo il ritorno», ci consigliano alcuni spagnoli. Ma noi, incuranti, convalidiamo e cerchiamo di salire a bordo. La banchina è affollatissima e districarsi fra la marea umana non è facile. Quando il convoglio (partito da Livorno) entra in stazione, pare un assalto alla diligenza. Con gli Erasmus ci riuniamo in uno-due vagoni dove non passa aria. L'alcol sì, quello scorre a fiotti. Gin lemon, birra, vino, coca e rum. La carrozza sembra il bancone di un bar: c'è di tutto.

E una volta chiuse le porte, insieme al treno partono i cori (per lo più in spagnolo). «Alchool alchool hemos venido a emborracharnos y el resultado nos da igual». Questo è solo uno dei tanti che preannunciano una serata alcolica no stop. Nel vagone siamo stipati come sardine e un signore, salito a Livorno, per la disperazione decide di scappare. Dentro non si respira e c'è un caos a cui neanche i pendolari sono abituati. I cori li fanno partire un po' tutti: sia i ragazzi dell'Esn - l'associazione stasera ha stipulato una convenzione per entrare allo Space Club con 10 euro - che gli spagnoli. È così per un'ora, fino all'arrivo.

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Al capolinea il treno pare integro; ma è pieno di bottiglie e bicchieri: tutti rigorosamente vuoti. È un porcile. Noi lo abbandoniamo e ci incamminiamo verso piazza Santa Maria Novella. È presto e lo Space è deserto, se non chiuso. Così davanti alla basilica si accampa l'esercito dei duecento, a cui si aggiungono parecchi ragazzi fiorentini di passaggio.

E ben presto - nonostante le lamentele di chi passa - la situazione degenera. C'è chi urina nelle vie laterali, chi direttamente sul sagrato. A dominare è la puzza di vomito, con diversi giovani che si accasciano a terra quasi privi di sensi e vengono soccorsi dai sanitari e dalla polizia, arrivata sul posto. Intanto è passata la mezzanotte e in poco più di un'ora la bellissima piazza è diventata un letamaio. I molti sopravvissuti si incamminano verso la discoteca. C'è l'Hawaiian Party e gli Erasmus pagano 10 euro, consumazione inclusa. Per noi prezzo pieno: 16 euro.

In discoteca si beve e si balla e l'orinatoio di piazza Santa Maria Novella è quasi acqua passata. Anche qui, infatti, ci sono persone svenute o quasi. Al piano interrato, su dei divanetti, c'è un ragazzo steso, apparentemente stordito. Ha bevuto troppo e lo staff della discoteca gli offre una lattina descritta come caffè. Noi aiutiamo una ragazza spagnola: si trova appoggiata alle spalle dell'amica ed è completamente stordita. Dice che beve ininterrottamente da martedì. «Domani sera (sabato scorso per chi legge) c'è la serata al Bazeel (un locale in piazza Garibaldi, a Pisa) - ci racconta con un filo di voce - ma giuro che non berrò nulla».

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Alle quattro le accompagnamo entrambe in stazione, visto che alle 4.30 parte il primo regionale verso casa. Il biglietto lo fanno quasi tutti e noi ci sediamo. Arriviamo a Pisa verso le sei, quando si intravede un po’ di luce. La ragazza cammina a fatica e appare chiaro come da sola - con il solo aiuto dell'amica - non possa certo riuscire ad arrivare a casa. Così le diamo uno strappo. Maria (un nome di fantasia) fra le due è l’unica a star male. Ha perso i soldi (30 euro) ma non le chiavi. Così apre il portone. Ci dà due baci e ci saluta. «Grazie mille per avermi aiutata. In Spagna non è sempre così. Ci vediamo domani sera». Che poi, visto che sono le sei, è già stasera.

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