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«Un uomo al servizio dello Stato»

«Un uomo al servizio dello Stato»

Luchino Chessa e i familiari delle vittime del Moby col comandante

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LIVORNO. «Piena solidarietà al capitano Gregorio De Falco, uomo al servizio dello Stato, che, anzichè essere promosso per le sue azioni, è stato trasferito presso un servizio non operativo».

Lo afferma in una nota Luchino Chessa, a nome dei familiari delle vittime del Moby Prince.

«De Falco - ricorda Chessa - il 10 aprile scorso ha appoggiato apertamente la lotta dei familiari delle vittime del Moby Prince, aderendo alla richiesta per la costituzione di una commissione parlamentare di inchiesta su quella tragedia e partecipando alla campagna “iosono141” del sito veritaprivatadelmobyprince.com».

L’appoggio del capitano di fregata De Falco alla causa dell’associazione è arrivata via Twitter lo scorso 10 di aprile, quando sul profilo del comandante è apparso l’hastag della campagna #iosono141.

Una presa di posizione che negli ambienti della Capitaneria di porto è passato inosservato e sarebbe stata una delle mosse che non sarebbe piaciuta al Comando generale.

«Conoscere la verità di questa e di tante altre stragi di innocenti e senza colpevoli - spiegano i familiari delle vittime del Moby Prince - è un atto di democrazia che i cittadini italiani, onesti e che hanno ancora fiducia nelle istituzioni, devono avere il coraggio di chiedere ad alta voce».

Proprio l’associazione presieduta da Luchino Chessa, figlio del comandante della nave morto nell’incidente conclude spiegando come «attendiamo ancora una risposta dal presidente del Consiglio Renzi a cui è stata indirizzata la petizione “Verità e giustizia sulla vicenda Moby Prince” che finora ha già raccolto oltre 20 mila firme».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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