Il presidio
Torsi: «Ma quali scuse... trattato da handicappato»
Replica alla tardiva lettera del Pd dopo i problemi di accessibilità alla Festa dell’Unità «L’unica telefonata resta quella di un minuto e mezzo dai toni non certo cordiali»
LIVORNO. «Loro parlano di una telefonata lunga e cordiale? A me è sembrata piuttosto una conversazione di un minuto e mezzo con chi proprio non voleva perdere tempo con un handicappato». Fabrizio Torsi respinge ancora una volta al mittente le discusse scuse che gli organizzatori della Festa del Pd avrebbero rivolto al presidente dell’Associazione paraplegici e agli altri disabili dopo la discussione avvenuta al Caprilli e relativa alla difficile accessibilità alla struttura per chi si sposta in sedia a rotelle.
A fare clamore nei giorni scorsi, oltre al fatto che l’ippodromo non fosse completamente accessibile proprio nella serata in cui era in programma il dibattito sulla disabilità, era stato quanto avvenuto dopo l’acceso diverbio alla Festa. Torsi aveva infatti lamentato l’assenza di scuse ufficiali dagli organizzatori dell’evento. Gli stessi che avevano poi disertato la conferenza stampa indetta dal presidente dell’Associazione per «chiarire e fissare un punto dal quale ripartire dopo le polemiche».
Ieri il Tirreno ha pubblicato la replica a firma non meglio specificata del “Pd Livorno” (replica giunta dopo oltre una settimana dai fatti...) nella quale veniva fatto presente che il Partito si era «scusato pubblicamente e in più occasioni per voce dei responsabili regionali e locali della festa, Antonio Mazzeo e Maurizio Paolini, direttamente con il presidente dell’Associazione, il giorno dopo, con una lunga e cordiale telefonata».
«Lunga e cordiale - ribatte Torsi - proprio no: in un minuto e mezzo, Paolini mi ha passato Mazzeo che mi ha fatto capire di non voler perdere tempo con un handicappato».
Quanto alla «cattiva informazione» citata nella lettera, Torsi spiega che «la conferenza era un’occasione perfetta per fare chiarezza, magari in modo meno freddo e più diretto, proprio in presenza di tv e giornali. Ma del Pd non si è presentato nessuno. Da allora - conclude il presidente dell’Associazione - nessuno si è più fatto vivo. Per me la questione è chiusa: il mio obiettivo resta quello di lavorare per una città migliore».
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