Il presidio
Seatrag, domani sciopero di 24 ore
Filt Cgil e Uiltrasporti: non è bastata una riunione-fiume per trovare un minimo spiraglio
LIVORNO. I sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti hanno dissotterrato l’ascia di guerra per dare l’altolà ai vertici aziendali dell’azienda Seatrag riguardo a modalità di organizzazione del lavoro e di gestione del personale: domani sciopero di 24 ore. A firmare la proclamazione dello sciopero sono sia le organizzazioni provinciali di categoria che la Rsa, mentre la Cisl – viene riferito – «ha aderito in un primo momento ma poi si è ritirata dallo sciopero».
Torna a farsi incandescente la temperatura del conflitto sociale sulle banchine: stavolta la questione riguarda la Seatrag, azienda con una quaqrantina di addetti che lavora nel campo delle “autostrade del mare” per la flotta Grimnaldi.
Non è escluso che nelle prossime ore le due organizzazioni promotrici della protesta rivolgano un appello all’Authority. Intanto, ai delegati e ai lavoratori di altre realtà del porto le due sigle sindacali hanno chiesto di esser presenti ai cancelli per far sentire la propria solidarietà ai dipendenti Seatrag in presidio dalle 7,30 in poi.
A quanto riferiscono Filt Cgil e Uiltrasporti, le posizioni delle parti restano distanti: a niente sono valsi «i ripetuti incontri con il fine di costruire un condiviso utilizzo del personale, carichi di lavoro adeguati all'attività dell'azienda e definire la contrattazione di secondo livello». I due sindacati accusano la controparte di «totale insensibilità».
Non è bastato neppure l’ultimo faccia a faccia in extremis: «Nell'ultimo tentativo di mediazione, durato oltre 6 ore, – sottolineano i dirigenti di Filt Cgil e Uiltrasporti – non si è giunti neanche ad un accordo ponte, per permettere il proseguio della trattativa, su nessuna delle rivendicazioni fatte dai lavoratori».
A giudizio dei due sindacati, si tratta di un atteggiamento di totale chiusura da parte dell’azienda: al centro dell’attenzione l’esigenza di avere «condizioni di lavoro più regolamentate (l'azienda svolge prevalentemente lavoro notturno) e correttezza e trasparenza nella gestione del personale». È qui – si afferma – che si poteva trovare un margine per «sbloccare l’impasse». Le due organizzazioni di casa Cgil e Uil ricordano che «nonostante questa apertura» l'azienda «si è rifiutata di fare passi avanti concreti in questa direzione rendendo di fatto inutile il tavolo e inevitabile lo sciopero». (m.z)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
