Il Tirreno

Livorno

Tensioni nel centrodestra Così il Pd rischia grosso...

di Juna Goti
Tensioni nel centrodestra Così il Pd rischia grosso...

Ex consiglieri e dirigenti contro la linea di Forza Italia: «Un suicidio politico» Decisivi i 5 Stelle. Bastone: «Dobbiamo valutare se partecipare al voto»

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LIVORNO. L'accordo tra Pd e Forza Italia per eleggere il sindaco di Rosignano, Alessandro Franchi (Pd), alla presidenza della Provincia, agita la base azzurra. Così ora il Pd trema di fronte a un possibile voto in ordine sparso dei consiglieri del centrodestra: se una parte decidesse di non votare o addirittura di votare lo sfidante di sinistra, il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi (che si è candidato anche grazie alle firme dei 5 Stelle ed è sostenuto dalle liste civiche, compresa Città Diversa, e da realtà che vanno da Buongiorno a Prc) il Pd potrebbe davvero perdere il timone di Palazzo Granducale. E prendere il secondo schiaffo dopo la batosta di Palazzo Civico.

Il Pd rischia. A dirlo sono i numeri. Il 12 ottobre andranno a votare 700 tra consiglieri comunali e sindaci, da Colle all'Elba: decideranno il presidente e il nuovo consiglio, ridotto a 12. Il voto di ogni "grande elettore" sarà ponderato, in altre parole varrà più o meno in base alla grandezza del comune rappresentato. Ecco perché i 5 Stelle, che hanno conquistato il capoluogo, potranno arrivare a pesare tra il 30 e il 35%. Se tutti i consiglieri e i sindaci andranno alle urne, il Pd raggiungerà invece il 42%, il centrodestra con Fi circa il 12% e il pacchetto delle liste civiche il 13%. È evidente che la partita si gioca sul filo del rasoio...

“Noi con Barabino”. Nel centrodestra c'è chi rassicura il leader di Forza Italia, Paolo Barabino, che ieri è tornato a spiegare in una nota perché, di fronte all’impossibilità di eleggere di fatto un proprio presidente, il partito ha deciso di non restare a guardare e ha scelto il “male minore”. «Non solo andremo a votare e seguiremo le indicazioni del partito – interviene oggi il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei – ma credo che la scelta di Franchi sia ottimale, perché al di là dell'appartenenza politica, è persona dotata di grande carisma e capacità».

“No, un suicidio politico”. Ma si levano anche voci di critica di ex consiglieri e storici dirigenti, che pur non avendo diritto di voto, danno il senso del malumore che si respira in una parte del centrodestra. Con la possibilità, ripetono a turno, che «a rompere le uova nel paniere Pd-Fi ci pensi qualche franco tiratore…».

“No, meglio Parodi”. Costanza Vaccaro, ex consigliera provinciale, nel direttivo regionale di Ncd, usa parole pesanti, parla di «caos assoluto in cui Fi sguazza con sempre maggiore disinvoltura» e di «suicidio politico», fino all' «amara constatazione della morte del centrodestra livornese, una fine annunciata e perseguita pervicacemente da chi, in questi anni, prima all'interno del Pdl poi in Fi ha agito con l'intento di sacrificare l'unica opposizione politica in questa provincia per mendicare accordi più o meno sotterranei con la sinistra, nell'illusione di sentirsi partecipe di qualche brandello di potere». «Guardandomi bene intorno – aggiunge – mi è difficile non attribuire a Parodi quelle caratteristiche umane e politiche che ne fanno il candidato presidente migliore, fuori da piccoli interessi di bottega e portatore di uno stile nuovo e concreto di fare politica».

Parole dure anche dall'ex capogruppo Fi in Comune, Bruno Tamburini. «Basta – ironizza – non ci capisco più nulla ed è l'ora di attaccare le scarpette al chiodo...». «Vedo – scrive – che a livello nazionale Berlusconi e Renzi si incontrano, si abbracciano e si baciano, e in ambito locale è arrivato l'ordine di appoggiare l'ex partitone nelle elezioni provinciali e questo proprio non sono riuscito a digerirlo, prima per ostacolare i grillini, poi, quando Grillo ha deciso di non partecipare e tanto per non farci mancare nulla, per impedire la vittoria dell'estrema sinistra… Io non vorrei che qualcuno si fosse dimenticato una scadenza ben più importante, quella delle regionali, e temo che con queste posizioni semplici, coerenti e lineari, mi scappa da ridere, il nostro elettorato, quel poco che è rimasto, faccia un po' come Baglioni…».

Parole simili da Luigi Coppola dell’Udc: «Il dato inequivocabile è la necessità di mantenere inalterate le posizioni di potere, da un lato il Pd forte di un consenso tradizionale e dall'altra il centrodestra disponibile a fare accordi per interessi di parte». E ancora: «Alla fine l'unica vera alternativa è il sindaco di Suvereto, che in compagnia di tutto quello che si può raccogliere nell'ambito civico e non solo, si contrapporrà agli interessi comuni di centrosinistra e centrodestra».

5 Stelle decisivi. Con questo clima a destra (tra l’altro nella lista “Assemblea democratica” che appoggia Parodi c’è anche Gasperini, che potrebbe attrarre qualche voto da destra), diventano sempre più decisive le scelte dei consiglieri del M5S Stelle, che pur vedendo nelle Province un male da cancellare, hanno garantito a Parodi le 14 firme che gli mancavano per presentare la candidatura. Un gesto hanno detto, «fatto per garantire la democrazia». Ma il punto ora è: dopo l'altolà di Grillo alla presentazione di candidati (tant’è che Nogarin non correrà), i consiglieri parteciperanno o no al voto? «Non c'è ancora una risposta – prende tempo il capogruppo Francesco Bastone – dobbiamo vedere cosa propone Parodi, il programma, poi decideremo». Alla fine «potrebbe anche essere lasciata libertà di decidere a ogni consigliere», ma «tutto è ancora possibile». Le posizioni sono diverse, su Internet la parte più “integralista” dell'universo grillino chiede di restare fuori dal meccanismo di voto. Il dibattito per ora resta aperto...

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