Il Tirreno

Livorno

Impiegata comunale e corista di Springtime muore a 54 anni

Impiegata comunale e corista di Springtime muore a 54 anni

Fino all’ultimo ha voluto cantare insieme ai suoi compagni Una lunga lotta contro la malattia, la musica le dava forza

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LIVORNO. La musica è stata la sua medicina, una luce dentro che le ha permesso di guardare sempre avanti, di non aver paura, di affrontare la malattia, una malattia lunga e insidiosa, senza mai abbassare la guardia. E la famiglia, le figlie Arianna e Asia, e il marito Roberto Elia (veterinario Usl), il fuoco che le ha scaldato il cuore fino alla fine. Ha lottato tanto Elena Bilenchi, 54 anni, impiegata all’Ufficio Commercio del Comune in via Pollastrini, ma l’altra sera ha dovuto arrendersi.

Elena lascia un grandissimo vuoto, sia nella casa di via San Jacopo in Acquaviva dove abitava con i suoi cari, sia tra i colleghi che la ricordano come una compagna di lavoro sempre disponibile, collaborativa e molto competente, sia nel coro Springtime, diretto da Cristiana Grasso, del quale è stata anche fondatrice.

Del resto è stato proprio anche grazie al coro e alla passione per la musica che Elena è riuscita a trovare ogni volta, ad ogni ricaduta, la forza di ricominciare.

Una battaglia infinita, iniziata quando non aveva ancora 40 anni e le fu diagnosticato un melanoma al polpaccio. Le cure sembravano aver funzionato, poi nel 2006 è caduta nuovamente nella rete della malattia e anche in quella occasione, affrontato l’iter delle terapie, si era rialzata e era tornata a fare la vita di sempre.

Il lavoro, le figlie, il coro. Fino al 2012, quando il tumore l’ha aggredita di nuovo, e questa volta con ancora più cattiveria. Eppure Elena non si è arresa nemmeno questa volta, ha provato ogni terapia e questo l'ha fatta andare avanti ogni contro ogni previsione fino a l’altra sera.

A inizio dicembre era stata già ricoverata al reparto delle cure palliative e gli amici del coro Springtime l’aveva circondata di affetto e di musica. Tanto da ritrovarsi a cantare per lei, una sorta di "musicoterapia" che ora il maestro Grasso ricorda senza riuscire a non piangere: «Era felice, nonostante stesse male, si mise a cantare con noi, disse che le stavamo facendo la “coro-terapia”. Una donna meravigliosa».

Dopo quel concerto nella cameretta dell’ospedale Elena si era sentita meglio, era riuscita a tornare a casa e il 26 dicembre si era presentata al Santuario di Montenero dove il coro Springtime canta ogni anno per le adozioni a distanza. «Avevamo capito che sarebbe venuta a sentire se ce l'avesse fatta fisicamente - racconta Grasso - . E invece è arrivata, camminando lentamente, vestita da corista e si è messa al suo posto, e ha cantato, per più di un'ora, nel mio stupore, era davanti a me che dirigevo e temevo crollasse e invece tutt'altro: mi sembrava incredibile, lei con le braccia aperte che cantava, con l'energia che l'attraversava, lei che aveva la parola compromessa riusciva a trovare le parole della musica.E alla fine del concerto era fiera di sé, contenta e felice.E noi di averla fra noi». Cristiano Grasso ha quelle immagini impresse nella memoria: «Non la dimenticherò mai, ha lottato come una guerriera per stare con la sua famiglia. È stata un esempio per tutti noi, in tutte le fasi della malattia non si è mai pianta addosso, ma ha vissuto tutto quel che le è stato concesso, e ha vissuto più a lungo di molte vite più lunghe della sua». Sentimenti di cui Grasso si fa portavoce per tutto il coro. Oggi alle 15 si svolgeranno i funerali dalla camera mortuarie dell'ospedale per poi giungere al cimitero dei Lupi dove sarà il corpo di Elena sarà cremato.

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