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Gualtiero, il pioniere dello yoga
Con i suoi quarant’anni d’esperienza nel campo dello yoga, Gualtiero Vannucci ha fatto da apripista nel far conoscere ai livornesi questa “arte di vivere”. E i livornesi come hanno risposto? «Mai un anno di crisi, ed è interessante l’approccio singolare con cui nella nostra città ci si avvicina allo yoga»
LIVORNO. Ambiente confortevole e atmosfera rilassata, quella che si respira nella scuola "Yoga Sadhana". Ad aprirci la porta è il guru dello yoga, Gualtiero Vannucci. Quarant'anni di esperienza nella pratica dello yoga, è stato tra i fondatori della Federazione Italiana Yoga: ne è uscito nel 2000, è adesso delegato per Sadhana in Unione Europea.
L'incontro con lo yoga? Casualmente nel 1971, ma è tre anni più tardi che scatta il primo approccio con la disciplina: «Andai a Milano, - racconta - ho partecipato alla fondazione della Federazione Italiana Yoga. In quel contesto ho conosciuto André Van Lysebeth: è stato il mio primo maestro, lui che è stato il pioniere dello yoga in Occidente». Nel 1985 Vannucci incontra Carlos Fiel, fondatore di Sadhana: è una scuola che propone un modello di lavoro basato sull'insegnamento tradizionale dello yoga arricchito da una visione più attuale, scientifica.
«Lo yoga - spiega Vannucci - è l'arte di vivere, di sentirsi in relazione con tutto ciò che ci circonda: yoga vuol dire unione, non sentirsi separato». E poi: «Lo yoga tocca una parte profonda, un bisogno innato di andare al di là dell'aspetto fisico. La componente filosofica mi interessava, mi ha affascinato il senso di integrazione dei vari livelli dell'essere: energia, corpo, emozioni, mente, spirito. Quello che mi interessa è portare lo yoga nella vita quotidiana, unendo parte sociale e parte meditativa». Con una sottolineatura: «Diversamente da quel che accadeva in passato, adesso lo yoga si pratica meglio in Occidente che in India: sono pochissimi i maestri yoga ora in India, molti sono emigrati in Occidente negli anni Settanta».
E a Livorno, l'attenzione allo yoga com'è? «A Livorno - risponde - ha sempre avuto un grande successo: mai un anno di crisi, il numero di quanti lo praticano è in continuo aumento». Aggiungendo poi: «È interessante il modo in cui il livornese approccia la disciplina: con piacere di vivere, una componente che può essere molto utile nella meditazione».
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