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Tifosi del Latina aggrediti, un arresto e maxi-daspo
Sono stati denunciati altri quattro sostenitori della squadra amaranto Un poliziotto in borghese fra i quattro fan della squadra ospite picchiati
LIVORNO. Caso risolto per la polizia, in meno di 24 ore. Un arrestato e 4 denunciati per rapina aggravata, danneggiamento e lesioni. A ciò si aggiunga un daspo di 8 anni per l’arrestato e la richiesta di daspo quinquennali per gli altri. Si è conclusa così l’indagine lampo della questura sull’episodio di violenza successo in viale Italia al Pick Bar, lunedì alle 18, due ore e mezza prima della partita, Livorno - Latina. Quattro sostenitori della squadra laziale sono stati aggrediti da un gruppo di 5-6 livornesi mentre bevevano un aperitivo al Pick bar.
In manette è finito Cristian Del Vivo, 28 anni, già conosciuto alla questura per fatti relativi allo stadio: come accertato dalla Digos, l’ultimo daspo il giovane aveva finito di scontarlo a marzo scorso e nel passato ne aveva già avuti più di uno. A lui toccherà un divieto di accedere alle manifestazioni sportive di 8 anni. La questura di Livorno è una delle prime in Italia ad applicare la nuova sanzione amministrativa, prevista nel decreto del 22 agosto scorso, in cui è prevista una serie di inasprimenti delle pene per chi compie reati in occasioni di manifestazioni sportive. Il giovane è stato portato alle Sughere.
Le indagini. Gli altri denunciati dalla polizia sono quattro tifosi del Livorno, tutti residenti in città, che hanno tra i 25 e i 28 anni: Rosario Cammarano, Cristiano Lorenzini, Michel Pagnini e Giacomo Sarti. La polizia li ha individuati grazie alle telecamere dello stadio: un riconoscimento che è stato possibile confrontando le descrizioni fornite dalle vittime con le immagini girate all’interno del Picchi. Un lavoro complesso, che è stato svolto dai poliziotti della Digos, guidati da Alessandro Castiglione, e dagli esperti della Scientifica. Gli agenti hanno lavorato no stop per 20 ore, analizzando centinaia di foto e di frame. E fondamentale si è rivelata la collaborazione dell’incaricato della società del Latina calcio per i rapporti con la tifoseria. La nuova figura, che si chiama Slo (Supporter liaison officer) ha consentito di tranquillizzare i supporter del Latina presenti nella curva ospiti e di mantenere i rapporti con loro, fornendo alla polizia informazioni e sostegno nelle ricerche.
«Tolleranza zero». I risultati dell’indagine sono stati esposti ieri nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il questore Marcello Cardona, il vicario Paolo Rossi, il dirigente dell’Anticrimine Alessandro Belsito, il capo della Digos, Castiglione, e la portavoce della polizia, Angela Amato. «La questura di Livorno ha accolto e applicato le indicazioni del capo della polizia, cioè di non tollerare in nessun modo episodi di violenza, applicando le nuove sanzioni in materia di reati da stadio che il governo ha di recente inasprito - spiega il questore Cardona - La tempestività delle indagini ha impedito che la situazione degenerasse. Cosa sarebbe potuto succedere se i tifosi del Latina avessero reagito? Proprio per questo, voglio ringraziare lo “Slo”, la cui collaborazione è stata importantissima. Lui si è fatto avanti, ci ha messo in contatto con i tifosi feriti e ha calmato gli altri. Un compito non facile: la tensione era tanta».
L’ok della Procura. Un lavoro di squadra che ha fatto sì che a metà del secondo tempo gli aggressori fossero già stati individuati. Interrogatori si sono svolti prima, durante e dopo la partita. Nelle ore successive ci ha pensato la Digos insieme alla polizia scientifica ad esaminare tutto il materiale raccolto. Un’analisi che è proseguita nel corso della notte finché poi, ieri mattina, il fascicolo è stato sottoposto all’ok dell’autorità giudiziaria, in particolare della pm Arianna Ciavattini e del procuratore Francesco De Leo.
«Un attacco squadrista». «Voglio ringraziare i miei agenti, che hanno lavorato senza sosta - dice il questore - Siamo fermamente convinti, secondo la linea del capo della polizia che condividiamo al cento per cento, che gli eventi sportivi debbano restare tali per il divertimento della gente normale che ha voglia di andare allo stadio. Chi vuole solo godersi la partita qui è la maggioranza. Questa è stata un’aggressione a freddo inconcepibile, un attacco squadrista inaudito nei confronti di persone che stavano consumando una bevanda in un bar prima di un evento ludico come una partita di calcio. Noi abbiamo parlato con loro dopo l’aggressione subìta: erano terrorizzati».
La ricostruzione dei fatti. Lunedì erano le 17.30 quando quattro tifosi del Latina si sono seduti nei tavolini all’aperto del Pick bar per prendere un aperitivo. I ragazzi, sui 25-30 anni, indossavano la maglia della loro squadra del cuore e anche la sciarpa. A un tratto, dopo circa mezz’ora, è arrivato il gruppo di tifosi del Livorno che ha fatto irruzione tra i tavoli. Gli amaranto, a volto scoperto, con la maglia del Livorno addosso, hanno detto ai laziali con aria minacciosa: «Levatevi le maglie o sono guai». Ma al rifiuto dei tifosi del Latina, un ultrà amaranto ha colpito con un violento pugno al volto uno dei quattro, che è caduto. Come accertato dalla polizia, una volta a terra, il giovane di Latina è stato colpito anche dagli altri 4 livornesi e poi rapinato di maglia e sciarpa. Nella colluttazione, gli è stata strappata anche la collana. Gli altri tre del Latina, tra cui un poliziotto non in servizio, sono riusciti a scappare.
In ospedale. Poi il ferito, pieno di lividi e sotto choc, è andato in pronto soccorso dove è stato giudicato guaribile in 10 giorni per le contusione e abrasioni.
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