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Ospedale, Rossi a Nogarin «Non torno indietro»
Il governatore alla festa Pd: non basta che il sindaco dica che hanno eletto lui, gli rispondo che hanno eletto anche me e che la sanità è competenza della Regione
LIVORNO. La Regione non torna indietro. La proposta lanciata dal governatore Enrico Rossi di mettere in piedi un comitato di esperti, valutare nel dettaglio le due ipotesi (ristrutturazione del vecchio ospedale o realizzazione di un nuovo presidio, «anche in un’area diversa da Montenero a scelta del Comune») e alla fine lasciar decidere i livornesi con un referendum, resta sul tavolo. Anche dopo il no secco del sindaco Filippo Nogarin. «Perché per dire no – ripete Enrico Rossi – ci vuole una motivazione. Non basta dire che la città ha già scelto quando ha eletto il sindaco, come dice Nogarin. Altrimenti rispondo che i livornesi hanno eletto anche me e che la sanità è competenza della Regione».
Si è chiuso con questa aria di sfida, ieri sera, il dibattito organizzato alla Festa dell’Unità con il governatore della Toscana. Della questione “nuovo ospedale” Rossi non vuole fare apertamente un braccio di ferro con l’amministrazione pentastellata. Ripete che la sua è una «proposta umile e ragionevole al sindaco e alla città, non si può stare sempre in campagna elettorale». Ma mette anche un bel po’ di puntini sulle ì e a Nogarin in sostanza dice: l’idea di attivare il percorso regionale sulla partecipazione resta in piedi.
Di fronte al pubblico del Caprilli, ripete quanto anticipato all’incontro organizzato dal vescovo: «Un comitato tecnico di esperti scelti da Comune e Regione – dice – faccia uno studio sulle due opzioni (nuovo ospedale o ristrutturazione del vecchio), e sulla base delle risultanze si faccia informazione alla cittadinanza e si lasci che sia il popolo livornese a decidere».
«I cinque stelle – punge poi – dovrebbero essere favorevoli alle consultazioni o mi sbaglio...?». Rossi difende comunque l’idea della realizzazione di un nuovo peresidio, che costerebbe tra i 250 e i 300 milioni. «Per i prossimi 50 anni – rivendica – lasciamo a tutta la Toscana ospedali nuovi, questa sinistra qualcosa ha fatto...». «Ospedale nuovo – aggiunge – vuol dire tecnologie e professionalità nuove». «Certo – fa un mezzo mea culpa guardando verso le sedie Pd – dal referendum era venuto un segnale negativo su Montenero. Ma i livornesi fino a oggi si sono espressi sul sito, non sull’opportunità di fare o meno un nuovo ospedale». Non ci si «lamenti in futuro», chiosa, «perché abbiamo investito su Pisa». Con la ristrutturazione «che ha dei limiti», dice, «si sceglie una sanità più piccola a Livorno», una sanità «che va verso Pisa». E «non si può pretendere che la Regione ogni dieci anni finanzi una ristrutturazione...».
Così la proposta per ora resta sul tavolo. «Contro un sindaco e un Comune – la butta lì Rossi – non si fa niente, ma non si può nemmeno pretendere che un sindaco imponga alla Regione cosa fare...».
Giulia Mancini
Juna Goti
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