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Livorno, ecco i redditi di chi guida la città

di Giulio Corsi
Livorno, ecco i redditi di chi guida la città

Gallanti l'unico che nel 2013 ha superato i 200mila euro, dietro di lui il prefetto e Piccini. Il sindaco Nogarin percepirà 85164 euro all'anno lordi

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paghe


È Giuliano Gallanti, presidente dell’Autorità Portuale, l’organo di indirizzo politico amministrativo che percepisce l’indennità più alta in città: nel 2013 ha guadagnato 222.915 euro, derivanti da un emolumento base di 238.412, maggiorato del 10% (23.841) come prevede la legge per coloro che hanno la residenza fuori Livorno (Gallanti è genovese), e poi ridotto di 39.338 secondo le indicazioni della spending review.
Attenzione, però: in quei 222.915 - che sono stabiliti da un decreto del ministero delle infrastrutture e trasporti - non sono compresi né Tfr né contributi pensionistici, che il numero uno di palazzo Rosciano dovrà sottrarre autonomamente. Lo stipendio di Gallanti è in linea con quello dei suoi colleghi delle principali Autorità Portuali italiane, guidate da Genova dove Luigi Merlo guadagna assai di più: 236.028 euro.

Dietro al presidente dell’Authority nella classifica livornese dei vertici “politici” più pagati c’è il prefetto Tiziana Costantino: 162.565 euro annui. Il suo stipendio (di fascia B) è composto da una serie di voci: la base si attesta sui 95.186 euro, a cui si aggiunge la retribuzione di posizione (32.093), il risultato (10.163) e altre indennità per 25.123 euro. Sul terzo gradino del podio dei più pagati oggi figura Roberto Piccini, presidente di Porto 2000, con i 116mila euro guadagnati l’anno scorso, ma il terzo posto in realtà apparterrebbe al direttore generale dell’Asl 6. Il cui stipendio annuo è di 136.970 euro. Nel 2013 però, come noto, il vertice dell’azienda sanitaria ha visto succedersi Monica Calamai (57.071 euro da gennaio a maggio) ed Eugenio Porfido 79.899 euro (da giugno 2013 a dicembre).


Dicevamo di Piccini. Anche i suoi 116mila euro vanno letti bene, e cioé nell’ottica del doppio incarico: 64.200 euro nelle vesti di presidente del consiglio d’amministrazione di Porto 2000, e altri 51.800 euro come amministratore delegato. Tutti sotto i centomila euro annui le altre guide di enti locali e società partecipate (quelle che hanno ottemperato agli obblighi di legge pubblicando i dati; sono moltissime come scriviamo a fianco quelle che invece ignorano l’obbligo di trasparenza).


Tra questi lo stipendio più alto dovrebbe diventare quello del sindaco Filippo Nogarin che andrà a riscuotere nel 2015 un’indennità di 85.164 euro all’anno, derivante dai 7097 euro mensili. Se poi Nogarin confermerà la volontà di ridurre per sè e per la giunta l’indennità del 10% come dichiarato sia in campagna elettorale che dopo la sua elezione, il suo stipendio scenderà a 76.647. Per adesso non ci sono atti in tal senso, anche se il sindaco ha più volte ribadito l’intenzione del taglio (e a quel punto bisognerà capire se con effetto retroattivo oppure no).

Chi invece il taglio se l’è dato è stato Giorgio Kutufà, presidente della Provincia. L’anno scorso le sue indennità si sono fermate a 78.784, «dopo una riduzione del 15% decisa a luglio del 2013», spiega lui.
I vertici politici della Provincia non hanno ancora comunicato i propri redditi del 2013. «Faremo un’unica dichiarazione a fine mandato, quando il 12 ottobre termineremo il nostro incarico», spiega Kutufà. Quel giorno a lui toccherà anche un’indennità di fine mandato, una sorta di liquidazione, che a maggio ha preso anche l’ex sindaco Alessandro Cosimi.

Che così ha chiuso il 2014 da sindaco con 37.381 euro di emolumenti del primo semestre e altri 35.488 di indennità di fine mandato. Totale: 72.869 euro. Tra le società partecipate del Comune il compenso più alto del 2013 è quello di Fabio Del Nista, presidente di Asa, che guadagna 62.500 euro. Dietro di lui Alfredo Fontana, ex presidente di Atl e poi di Ctt, nel 2013 ha accumulato 47mila euro più altri settemila, mentre Enzo Chioini nel suo anno al timone di di Aamps (maggio 2013-maggio 2014) ha riscosso 40.500 euro a cui si sono aggiunti 17.100 euro di indennità di risultato per un totale di 57.600. Rispetto a lui guadagnerà meno il suo successore Marco Di Gennaro, il cui compenso è previsto in 28.800 euro più l’ipotetico premio di 17.280 euro. L’anno scorso Di Gennaro non ha dichiarato alcun reddito.

GLI ALTRI REDDITI: Vicesindaco e assessori - Segretari e direttori - Dirigenti del Comune - Dirigenti di enti e aziende

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