Il Tirreno

Livorno

Totem di serie B e l’autocertificazione salta

di Giulio Corsi

Gli sportelli elettronici in città non sono in grado di dare le indicazioni di reddito e l’Asl fa retromarcia: la verifica non serve più

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LIVORNO. Contrordine: l’Asl si accorge che l’invito fatto 4 giorni fa a tutti i cittadini livornesi per verificare che la propria dichiarazione dei redditi corrisponda ai dati in possesso dell’azienda, scatenerebbe un vero e proprio assalto agli sportelli del Cup e dei distretti sanitari. E di colpo fa retromarcia. Adesso quella verifica non serve più, annuncia in una nota inviata ieri pomeriggio.

Perché? Questo l’Asl non lo spiega, ma uno dei motivi è che gli unici due totem capaci di fornire la situazione reddituale degli utenti livornesi sono oltremare, niente meno che a Marina di Campo e a Portoferraio. Quelli disseminati in città infatti - dall’Ipercoop al poliambulatorio, dalla farmacia di piazza Grande ai distretti, ma anche quelli di Cecina e Piombino - non sono abilitati. Comprati in epoca Calamai all’interno di una partita diversa da quella della fornitura regionale, hanno una serie di funzioni in meno rispetto a quelli di tutte le altre Asl. E oltre a non permettere il pagamento del ticket, la stampa di analisi fatte in altre Asl toscane, la videochiamata a sportelli informazioni, non riescono ad interagire col sistema regionale e dunque a fornire la posizione reddituale dell’utenza. Insomma dei veri e propri totem di serie B che adesso l’azienda sta meditando di sostituire oppure di adeguare a quelli di tutta la Regione, tramite un bando e dunque un’ulteriore spesa.

Serve la verifica. Anzi no. «Le nuove regole per la certificazione della fascia di reddito non hanno alcuna ripercussione su tutti coloro che compilano annualmente la dichiarazione dei redditi o abbiano una attestazione Isee in corso di validità», dice ora Antonella Valeri, direttore amministrativo di viale Alfieri. Ma la versione della Valeri è palesemente in contrasto con la raccomandazione che la stessa azienda - appena venerdì - aveva lanciato ai cittadini: «Consigliamo di verificare, preferibilmente prima di una eventuale prescrizione, la propria fascia di reddito così come risultante dalla banca dati nazionale. Tale verifica deve essere eseguita per tutti gli utenti, minori inclusi», diceva in una nota la stessa Asl 6.

Sportelli a rischio assalto. Che cosa è successo mai durante il weekend? Semplice: l’azienda sanitaria si è resa conto che le uniche due strade a disposizione dei cittadini per la verifica del proprio reddito erano veri e propri Pordoi per l’utenza livornese. E che alla fine gli utenti si sarebbero rivolti in massa agli sportelli creando file chilometriche, disagi, proteste, caos. E ha cambiato versione.

Il lettore smart card... Erano due i metodi che l’Asl indicava (e che sarebbero tuttora validi). Il primo: l’utilizzo della propria carta sanitaria sul sito della Regione Toscana. Il quale utilizzo però necessita di un lettore di smart card che la maggiorparte dei cittadini non possiede. Una via impercorribile ai più, a meno che qualcuno non abbia voglia di andare in un negozio di elettronica, comprarsi un lettore e agganciarlo al pc di casa.

... e l’alternativa del totem. La seconda strada sarebbe stata più semplice: l’utilizzo dei famigerati totem, quegli apparecchi disseminati in città che attraverso l’inserimento della carta sanitaria (e un pin) forniscono i risultati delle analisi e il quadro clinico di ogni cittadino. A questo proposito però - si è scoperto - i totem presenti a Livorno, a differenza di quelli delle altre città toscane, non sono abilitati a fornire il dato della dichiarazione dei redditi. Perché? Semplicemente perché sono diversi dagli altri. E anziché essere collegati alla rete della Regione sono limitati al circuito aziendale.

Su questo tema da viale Alfieri si preferisce evitare qualunque commento, ma a quanto risulta i totem livornesi sono stati acquistati in epoca Calamai con qualche mese di anticipo rispetto alla fornitura regionale. Il che ha comportato l’arrivo di macchine diverse, nella progettazione e nelle funzioni, e con potenzialità ridotte rispetto al resto della Toscana, incentrate sul problema dell’esclusione dal circuito regionale. Tra le funzioni limitate c’è appunto l’impossibilità in questi giorni caldi di verificare la propria posizione reddituale.

Nessun rischio superticket. Davanti a questa situazione l’unico metodo rimasto ai livornesi per verificare la propria posizione reddituale sarebbe stato quello di rivolgersi agli sportelli. Ma prevedendo un assalto incontrollabile, ieri l’azienda ha cambiato linea - distaccandosi anche dalle indicazioni regionali - e ha chiarito che chi ha presentato la dichiarazione dei redditi o una dichiarazione Isee può star tranquillo di non incorrere nel superticket, mentre chi non ha presentato nessuna delle due dichiarazioni riceverà una lettera che lo inviterà a stamparsi dal sito dell’Asl il modulo per l’autocertificazione e poi inviarlo per posta.Chiaramente senza passare dai totem.

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