Il Tirreno

Livorno

Bombe alla E-Repair «Prove schiaccianti» In 6 subito a processo

di Federico Lazzotti

Il giudice ha dato l’ok alla richiesta per il rito immediato Le difese hanno due settimane per chiedere l’abbreviato

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LIVORNO. Per la Procura di Livorno organizzazione e ruoli dei due attentati incendiari avvenuti tra ottobre 2013 e febbraio 2014 alle E-Repair, l’azienda livornese che produce schede elettroniche per macchinari industriali, non hanno più segreti.

C’è - secondo il pubblico ministero Arianna Ciavattini - un mandante, l’imprenditore vogherese Fabio Carlorani, 38 anni, proprietario di una ditta concorrente alla E-Repair, che ha commissionato gli attentati a una seconda persona che ha a sua volta ha assoldato basisti ed esecutori materiali.

È con le «prove schiaccianti» raccolte in oltre dieci mesi di lavoro dai carabinieri che il sostituto procuratore ha chiesto e ho ottenuto dal giudice il rito immediato nei confronti di tutti gli indagati.

Dunque l’iter processuale salterà l’udienza preliminare per arrivare direttamente al dibattimento. La prima udienza è stata già fissata per il prossimo 6 di novembre.

Le difesa, adesso avranno tempo fino a metà settembre per chiedere eventuali riti alternativi, come l'abbreviato, che garantirebbe all'imputato lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, oltre al dibattimento a porte chiuse, celebrato direttamente in camera di consiglio, senza accesso al pubblico.

«Valuteremo attentamente gli atti depositati dalla procura - spiega Gianfranco Ercolani - e poi decideremo quale sia la strategia migliore per far emergere la verità». Verità che, dalla parte di Carlorani, consiste nella totale infondatezza delle accuse. L'imprenditore, titolare della ditta Cf Service di strada Ridondello, a Medassino, deve rispondere di tentata estorsione e incendio doloso.

Secondo gli inquirenti le azioni intimidatorie, puntavano a indurre l'azienda livornese a rinunciare agli appalti della multinazionale tedesca Siemens proprio a favore della concorrenza vogherese.

Carlorani è stato arrestato lo scorso 29 aprile, nell'ambito dell'operazione "Obsoleto" ed è tuttora detenuto nel carcere fiorentino di Sollicciano, dopo che il giudice ha bocciato anche l'ultima istanza di concessione dei domiciliari.

Con lui, sono stati fermati anche Antonio Libertone, 56 anni, di Mondragone, ritenuto il pianificatore degli attentati, Giorgio Castaldo, 46, di Modena, Salvatore Castaldo, 21, Katia Sogari, 45, pure loro modenesi e Riccardo Sales, 31enne originario di Napoli ma residente a Bologna. Proprio la testimonianza resa da Sales in sede di incidente probatorio rappresenta uno dei capisaldi dell'accusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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