Il Tirreno

Livorno

«In Corea una storia di totale gratuità»

Al di là del contenzioso con la diocesi («non ne conosco i termini»), scende in campo Mauro Nobili, ex direttore della Caritas diocesana esprimendo «la mia piena solidarietà all'Associazione don Nesi...

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Al di là del contenzioso con la diocesi («non ne conosco i termini»), scende in campo Mauro Nobili, ex direttore della Caritas diocesana esprimendo «la mia piena solidarietà all'Associazione don Nesi confidando che il vescovo, alla fine, accetterà sicuramente una mediazione sostenibile per entrambi le parti».

Ma Nobili prende al balzo l'occasione per una riflessione su due questioni «alla base di questo contenzioso». Lo dice imputando alla comunità diocesana una «incomprensibile mancanza di memoria, personale e collettiva»: e se il vescovo è giustificabile perché viene da un'altra città, nel mirino sono quanti, «preti e laici, non hanno memoria o, peggio, fanno finta di non averne» riguardo a quel che sono stati a Livorno la Madonnina del Grappa, Don Nesi e il Villaggio di Corea.

È «una storia di totale gratuità», dice Nobili: «gratuita fu la cessione del terreno» (del Villaggio e delle Pistelli) alla diocesi, e da questa all'Opera della Madonnina del Grappa, per via del «dono di una significativa figura di credente, laico: Giosuè Sironi». Così come «gratuita fu la cessione delle strutture del Villaggio Scolastico alla diocesi e dell'attuale scuola Pistelli al Comune».

L'altro aspetto riguarda la «gestione delle opere»: con la nascita della Caritas Italiana, nel 1971, la Chiesa italiana «avrebbe dovuto non più gestire le "opere di carità" ma limitarsi a "promuo- verle", fin quando è possibile». Invece «anche in questa occasione, però, sembra che la scelta sia quella di voler "gestire" anziché "promuovere"».

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