Italia
Nogarin: dal Pd la scomoda eredità di un sistema clientelare
In una lunga video-intervista a La Cosa Channel, il sindaco M5S di Livorno Filippo Nogarin racconta i primi mesi alla guida della città. E mette al centro la Spil come «una piccola Eni per realizzare i sogni dei livornesi»
LIVORNO. «A Livorno abbiamo ereditato una situazione dal punto di vista amministrativo che era legata a un sistema clientelare. Questo è quel che il Pd ha lasciato a Livorno, questa è la cosa più palpabile. Un'eredità scomoda, difficile da invertire come tendenza. Difficile da cambiare come cultura». A dirlo è Filippo Nogarin, sindaco pentastellato in una lunga video-intervista a La Cosa Channel, il web channel nato per seguire in diretta streaming lo Tsunami tour di Beppe Grillo, autodefinendosi come «una persona prestata alla città per un tempo breve» per fare qualcosa che «sento come una missione, un servizio civile».
Nogarin confessa di voler puntare su Spil: «La intendiamo come una piccola "Eni", un incubatore che posssa permettere la realizzazione dei sogni dei livornesi». E sulla gestione delle aziende partecipate aggiunge: «Abbiamo voluto dire cambiare atteggiamento nella nomina delle partecipate del Comune di Livorno». Cioè: invece che «persone di partito o persone che a noi stavano bene», abbiamo cercato di «sceglierle in base alla Livorno che vorremmo vedere tra qualche anno, in base alle loro idee e competenze». Con un obiettivo e un esempio: «Siamo per la tutela dei beni pubblici e stiamo andando in quella direzione, contraria a quella che stava assumento il Pd», dunque abbiamo scelto di mantenere in proprietà pubblica «le farmacie comunali che il Pd voleva privatizzare». Senza contare «lo stop all'inceneritore subito, questa famigerata terza linea sulla quale tanto si discute».
Nogarin annuncia che in vista della prossima edizione di Effetto Venezia è in campo «l'interessamento da parte della figlia di Gaber per portare una tappa del festival Gaber a Livorno». Quanto al futuro, il sindaco M5S insiste anche sugli «strumenti di democrazia diretta per i livornesi»: rivendica che «fin dall'inizio del mandato» si è speso – insieme a tanti consiglieri e esponenti penta stellati che ringrazia esplicitamente – per «il referendum propositivo e deliberativo senza quorum per portare la democrazia diretta ai cittadini livornesi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
