Il Tirreno

Livorno

«Il cane sbranato dal pitbull dei vicini»

di Federico Lazzotti
«Il cane sbranato dal pitbull dei vicini»

È successo a Guasticce, il racconto del padrone: era libero e mi è saltato addosso, per fortuna mio nipote non era con me

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LIVORNO. Enrico lo ripete più volte raccontando di come quel pitbull ha aggredito, sbranato e ucciso, il suo cane “Tsunami”, un meticcio di 9 anni di piccola taglia.

«Per fortuna lunedì mattina ero da solo e non ero a passeggio insieme al mio nipotino come faccio spesso. Altrimenti chissà cosa sarebbe successo. In ogni caso è stata una scena agghiacciante, sono tre giorni che ho l’ansia per quello che ho visto».

La strada dove Enrico Santoni e “Tsunami” sono stati aggrediti, si chiama via della Colmata, una lingua di asfalto un po’ fuori dal centro abitato di Guasticce, a pochi metri dalla casa dove vive la famiglia Santoni.

«Come ogni mattina - ricorda Enrico che bada al cane quando il figlio Davide va al lavoro - intorno alle 10 sono uscito con il cane al guinzaglio. Ho percorso circa duecento metri lungo la strada. A quel punto ho visto il pitbull che abita dai vicini venirci incontro: era da solo e libero, senza guinzaglio. Allora vedendo la brutta parata ho deciso di prendere il mio cane in braccio».

Un tentativo che non ha scoraggiato il molosso che invece di cambiare aria e strada ha attaccato.

«È stato un attimo - ricorda il padrone - il pitbull ci è saltato addosso, me lo ha strappato di mano e lo ha maciullato davanti ai miei occhi, senza che io potessi fare niente. Ho provato a picchiarlo: gli ho dato dei picchi sulla testa, poi ho provato con le pedate, ma non c’è stato modo di farlo smettere». Enrico ha provato a liberare il cane fino a quando ha visto che era possibile salvarlo, poi è tornato a casa per chiedere aiuto e chiamare le autorità.

«Quando sono tornato indietro, erano arrivati anche i nostri vicini ai quali il figlio che vive in paese aveva affidato il cane: ci hanno detto che il pitbull era scappato dal giardino».

Per liberare la carcassa di “Tsunami” è servita quasi un’ora. «Non voleva mollarlo», aggiunge Enrico annunciando di essersi già rivolto alle Autorità. «Abbiamo fatto denuncia sia ai carabinieri che ai vigili urbani e abbiamo segnalato il caso all’ufficio Asl riservato ai cani».

Da quello che è emerso dai primi accertamenti però, ci sarebbe un problema di responsabilità.

«La vera proprietaria del pittbull - confermano i padroni di “Tsunami” - è in Australia, o comunque fuori dall’Italia. Ed ha affidato il cane al figlio dei nostri vicini che a sua volta aveva lasciato il cane ai genitori».

Adesso carabinieri e vigili dovranno quindi ricostruire la genesi dell’affidamento e della responsabilità. Intanto, almeno per il momento il pitbull è ancora nel giardino dei vicini, dal quale è scappato lunedì mattina. «Spero proprio che non faccia altri danni», aggiunge Enrico, anche perché com’è scappato una volta potrebbe farlo di nuovo.

Davide proprietario del meticcio ucciso, dalle pagine di Collenews, sito che per primo ha raccontato la storia dell’aggressione, lancia un appello: «Quel cane è pericoloso, non solo per altri animali, ma anche e soprattutto per i bambini, ma anche per le persone più grandi. Cosa deve ancora succedere? Mio padre è sotto choc per l’accaduto. Vedere tutto quel sangue…. Il nostro cagnolino morire così… Bisogna assolutamente trovare una sistemazione sicura per quel cane, una sistemazione tale per cui non sia più in grado di nuocere a nessuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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