Il Tirreno

Livorno

Fidanzati livornesi arrestati per droga

di Lara Loreti
Fidanzati livornesi arrestati per droga

La villa su tre piani a Montenero trasformata in laboratorio con una piantagione di marijuana: sostanze per 60mila euro

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LIVORNO. Una villa a tre piani a Montenero, di una famiglia nota, trasformata in laboratorio e serra dove coltivare marijuana e produrre droga da vendere. Due arresti e un armamentario di roba e materiale da confezionamento sequestrati dalla squadra mobile, compresa la stessa casa e un’auto, a cui sono stati affissi i sigilli dalla polizia. In manette sono finiti Silvia Sibaldi, 44 anni, figlia di un noto avvocato scomparso qualche anno fa e proprietaria della casa, e il suo compagno, Marco Rolla, livornese di 48 anni. Insieme da 4-5 anni e senza figli, entrambi sono già conosciuti alle forze dell’ordine. Tutti e due ufficialmente risiedono in centro, ma di fatto abitavano nella villa. Un’attività, quella di produzione e spaccio nella casa, che, secondo gli investigatori, andava da mesi. In tutto la sezione Antidroga dela polizia ha sequestrato 60mila euro di roba, a cui si aggiungono piante non ancora mature e semi da piantare.

Per mascherare le piante di marijuana e farle sembrare altro, i due arrestati avevano applicato dei fiori finti sulle foglie, per confondere le acque. E nella serra, oltre alle lampade e all’impianto di areazione, c’era pure un sistema audio con musiche a tema dei Nirvana,dei Guns N’ Roses e così via.

Il blitz della polizia è scattato martedì sera a coronamento di un’indagine lampo durata due settimane: un lavoro intenso quello della squadra mobile e della polizia stradale, fatto di strumenti tradizionali come servizi di osservazione e pedinamenti, ma anche di strumenti tecnologici e intercettazioni. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, è nata in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini che abitano in zona che hanno notato e denunciato i continui movimenti intorno alla casa, oltre che il forte odore che veniva dalla serra. A quel punto, gli investigatori dell’Antidroga hanno avviato una serie di accertamenti, culminati nell’arresto in flagranza di reato di martedì. Le accuse alla coppia sono quelle di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di marijuana, eroina, hashish e metadone.

Maxi sequestro: dalle piante alle lampade. La polizia all’interno della casa ha trovato 25 piante di marijuana, alte un metro, per un peso complessivo di 624 grammi, 200 semi di canapa indiana pronti per essere piantati (quasi sicuramente comprati su internet secondo la polizia), 154 vasetti di terra, 50 grammi di eroina, 4.5 grammi di hashish e tre boccette di metadone. Alla droga si aggiunge tutto il materiale per produrre e far crescere le piante come lampade, ventilatori, impianto audio, e anche bustine per il confezionamento e così via.

Un lavoro “completo”. «I due arrestati provvedevano a tutti gli stadi del ciclo dello stupefacente: dalla produzione al confezionamento fino alla vendita al dettaglio, che avveniva sia nella villa sia in città, in centro e sul lungomare, sia in casa - spiega il capo della mobile Giuseppe Testaì, nel corso di una conferenza stampa in questura, a cui ha preso parte anche Calogero La Porta, dirigente della polizia stradale - I clienti più comuni erano spacciatori di strada, ma su questo sono in corso accertamenti».

Parco clienti ristretto, grosso giro di affari. Si tratta comunque di acquirenti fidatissimi. Non tutti potevano entrare nella villa-fabbrica di marijuana. I clienti dei due, in base a quanto emerso, provenivano da tutta la provincia: gli arrestati, infatti, secondo la polizia, riuscivano a movimentare un grosso giro di affari. Solo la marijuana già pronta avrebbe fruttato ai due 60mila euro, ma a questa cifra va aggiunto il ricavo legato a tutti i semi e alle piantine non ancora mature. Tra gli oggetti sequestrati non ci sono solo bustine, ma anche grossi pacchi. Lo sottolinea Calogero La Porta della polizia stradale: «Come si può niotare dal materiale che abbiamo trovato all’interno, in casa venivano vendute sia piccole sia grosse quantità di roba, il che fa capire che la coppia arrestata spacciava sia al dettaglio sia all’ingrosso».

In attesa della convalida. Rolla è ora detenuto alle Sughere e Sibaldi nel carcere Don Bosco a Pisa. L’arresto dovrebbe essere convalidato oggi. La villa e l’auto, entrambi di proprietà della Sibaldi, per il momento restano sotto sequestro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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