Italia
«Non trattate la costa da Cenerentola»
Toscana divisa sul decreto Sblocca Italia.I sindaci stanchi di essere snobbati presentano il conto. Filippeschi: ci dicano se il corridoio tirrenico è ancora strategico
La doccia resta gelata, ma i sindaci della costa guardano avanti: insomma non pensano solo alle grandi opere, ma anche a tutta una serie di realizzazioni da garantire per lo stesso sviluppo dell’intera Toscana. Il giorno dopo l’esclusione dell’autostrada Tirrenica dalla lista delle imprese da finanziare, l’atmosfera che si respira lungo l’asse che collega idealmente la provincia di Massa Carrara con quella di Grosseto è comunque quella di preparazione alle grandi battaglie: se il decreto Sblocca Italia varato dal governo di Matteo Renzi privilegia Firenze ed in particolare lo sviluppo del suo aeroporto e della tramvia, rimandando così il passaggio sull’autostrada Livorno-Civitavecchia alla legge di stabilità, dal mare accendono al massimo i megafoni per sottolineare la necessità di trasporti ferroviari più veloci tra Pisa e il capoluogo, di una vera banda larga nelle aree più promettenti economicamente, ma soprattutto di un riequilibrio perché altrimenti, senza lo sviluppo della costa, la regione rischia di rimanere azzoppata.

Vogliamo chiarezza. Il primo a chiedere lumi è Marco Filippeschi, sindaco di Pisa e sicuramente uno dei leader dei primi cittadini del litorale. «Una cosa che merita un chiarimento è proprio la risposta alla domanda se il corridoio tirrenico è ancora un’opera primaria oppure è da archiviare - commenta Filippeschi -, cosa su cui ovviamente non sono d’accordo, visto che tra l’altro ci sono dei cantieri aperti. In sostanza, su quell’autostrada vogliamo un impegno preciso del governo. Ma ci sono altre partite aperte ed anche sull’aeroporto (come riportiamo nella grafica, allo scalo fiorentino Amerigo Vespucci sono stati concessi 50 milioni di euro di contributi statali per una serie di opere accessorie agli investimenti dei soci privati, ndr) vogliamo capire meglio la situazione, visto che al Galilei ci sono in corso 160 milioni di euro di opere in corso ed altri 100 sono previsti da qui al 2028. Voglio sottolineare che abbiamo il problema dell’ampliamento dell’area passeggeri così come dei servizi che hanno anche una valenza pubblica».
Ma sulla bilancia il sindaco di Pisa mette altre questioni, tra cui, vista la difficoltà di mantenere buoni collegamenti sulla ferrovia per Roma, la velocizzazione della Pisa-Firenze per arrivare a raggiungere, al massimo in 30-35 minuti, la linea ad alta velocità che passa dal capoluogo. «E poi - conclude Filippeschi - bisognerà rispolverare una vecchia definizione, cioè quella di Arno Valley, l’area dove si fa innovazione e si stanno sviluppando aziende tecnologiche, ma che ha ancora bisogna di una vera banda larga. Insomma, serve un riequilibrio tra costa e capoluogo perché Firenze, da sola, non è in grado di garantire lo sviluppo della Toscana».
Pericolo “fiorentizzazione”. Se Filippo Nogarin, sindaco di Livorno del Movimento 5 Stelle, non risparmia le critiche al governo centrale, «pur riservandosi di tornare sull’argomento una volta studiato più approfonditamente il decreto», da Massa il sindaco Alessandro Volpi parla di «una sorta di “fiorentizzazione” del territorio toscano che è indubbiamente in atto». E aggiunge anche che «una Toscana tutta fiorentina avrebbe grandi difficoltà a sopravvivere, con la stessa Firenze un po’ troppo sopravvalutata come città metropolitana».
Secondo Volpi, nello Sblocca Italia non ci sono poi elementi in grado di far ripartire l’economia dei vari territori, ma soprattutto sarebbe necessario tenere maggiormente conto proprio della costa, anche realizzando opere piccole, ma necessarie. «Penso ad esempio al fatto che la vecchia Aurelia passa ancora attraverso Massa - conclude Volpi - e un intervento in tal senso potrebbe essere davvero utile, ma soprattutto fattibile».
Grosseto bypassata. Emilio Bonifazi, sindaco della più importante città della Maremma, parla di un altro pericolo e cioè che, con i cantieri già aperti e il tracciato della Tirrenica che si allunga giorno per giorno, alla fine ci si fermerà da una parte a Tarquinia e dall’altra a Piombino. «Con il risultato - aggiunge - che le complanari accompagneranno il traffico verso l’Autosole, mentre a noi resterà un tracciato “arlecchino” con uno strano mix tra autostrada, superstrada e strada a due corsie, magari ancora con la presenza di quei pericolosi incroci a raso».
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