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Livorno

La Compagnia si sposa con il gigante Cft Ok dall’assemblea

La Compagnia si sposa con il gigante Cft Ok dall’assemblea

Il numero uno della maxi-coop fiorentina: «Così Livorno potrà diventare un polo della logistica nazionale e europea»

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LIVORNO. «Via libera alla creazione di un gruppo paritetico tra la Compagnia Portuale di Livorno e la Cft». Inizia così la nota messa nero su bianco dalle due cooperative: è il timbro dell’ufficialità definitiva ad una alleanza della quale avevamo dato anticipazione nel gennaio scorso.

La svolta di ieri? L’ok dall’assemblea della Compagnia portuale. E dal quartier generale di via San Giovanni insistono a sottolineare l’eccezionalità del fatto che il sì è, caso raro, arrivato all’unanimità. Il nuovo gruppo si è dato un traguardo di lunga durata: fino al dicembre 2050. Dunque, è qualcosa di più di un accordo, è praticamente uno sposalizio fra coop.

Non solo: non sfugge a nessuno che, nel comunicato ufficiale, c’è una doppia sottolineatura della pariteticità del rapporto. Dimostrabile come? Dal fatto che il “governo” del gruppo «sarà affidato a un comitato direttivo, che sarà composto da due rappresentanti della Compagnia portuale e due di Cft e le cui decisioni saranno vincolanti per entrambe le imprese».

Eppure l’alleato scelto dai portuali non è esattamente un peso piuma dal punto di vista economico-finanziario: se la Compagnia ha 380 soci-lavoratori (e, come ribadisce la nota congiunta, «è il primo operatore del porto di Livorno e ha chiuso il 2013 con un fatturato aggregato di oltre 36 milioni di euro»), il rango di Cft Firenze è quella di un gigante che dà lavoro a 2300 soci-lavoratori e di recente «ha incorporato L'Arca di Cascina e la Cooperativa Trasporti Fiorentini, creando la coop di servizi più grande della Toscana». Si tratta, insomma, della coop toscana che è «una delle aziende leader in Italia nel settore dei trasporti e della logistica».

Il motivo dell’alleanza? «Offrire al cliente finale una gamma integrata di servizi che vada dal porto alla logistica di terra», parola di Cft e Compagnia. Questa – viene spiegato – non è altro che «l'evoluzione dell'accordo siglato ad inizio anno tra le due cooperative toscane, una partnership commerciale, operativa e organizzativa che ha prodotto anche il Piano industriale 2014-2017, approvato nel luglio scorso dall'assemblea dei soci della Compagnia portuale». Ma, senza girarci tanto intorno, si ribadisce anche che cambieranno molte cose: basti dire che «tra gli obbiettivi principali del piano» viene indicata «la ristrutturazione finanziaria, economica e di governance della Compagnia», oltre a «un'integrazione commerciale che porti sviluppo e diversificazione» delle attività principali delle due cooperative.

L’identikit economico della Compagnia: le sue partecipazioni societarie ora sono nel terminal contenitori Tdt e in quello delle “Autostrade del mare”, ma il gruppo ha attività anche sul fronte ambientale, energetico e del trasporto di merci refrigerate mentre la Cilp, principale controllata della Compagnia, ha un ruolo di primo piano nell’import di cellulosa e nella movimentazione di auto nuove.

«Vogliamo far diventare Livorno un polo della logistica italiana ed europea», promette Leonardo Cianchi, presidente di Cft: «Anche di fronte ai problemi che sta vivendo la Compagnia portuale, – tiene a evidenziare – non dobbiamo avere paura di essere ambiziosi: integrando bene i servizi offerti da Cft con il know how della Compagnia, riusciremo a creare una rete di logistica integrata che parte dall'interno della Toscana per affacciarsi sul Mar Tirreno».

Enzo Raugei, numero uno della Compagnia, torna a insistere sul fatto che il gruppo è «paritetico»: la sua nascita – afferma – «rafforza la Compagnia e le può aprire nuove opportunità di mercato, anche grazie al nuovo impulso che verrà dato alla governance, alla sinergia che le due cooperative metteranno in campo e ai percorsi comuni su materie come crescita del fatturato, servizi competitivi, equilibrio economico».

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