Nave alla deriva per sei ore Sequestrata dalla Capitaneria
LIVORNO. Per sei ore alla deriva, col rischio di avvicinarsi pericolosamente alla Gorgona: era già arrivata ad otto miglia. Per questo la Capitaneria ha intimato alla City of Sidon, nave cargo di...
LIVORNO. Per sei ore alla deriva, col rischio di avvicinarsi pericolosamente alla Gorgona: era già arrivata ad otto miglia. Per questo la Capitaneria ha intimato alla City of Sidon, nave cargo di bandiera panamense, di recarsi in porto, rimorchiata dai Neri. Un intervento fatto ieri mattina che ha dato filo da torcere alla Guardia costiera. Quando la sala operativa ha contattato la nave per avere spiegazioni, da bordo hanno negato qualsiasi problema. Solo grazie all’insistenza della Capitaneria è stato possibile appurare la verità e risolvere il problema. Alla fine la Guardia costiera ha dato alla nave l’ordine di entrare in porto (accosto 76), coordinando l'intervento, durato mezza giornata, dei rimorchiatori del porto labronico. Scopo: evitare problemi per l’ambiente e per la sicurezza nell’arcipelago. Nel pomeriggio, poi, è arrivato anche un provvedimento del tribunale: la nave è stata sottoposta a sequestro conservativo del giudice perché non ha potuto dare garanzie per pagare il lavoro ai rimorchiatori, come confermano dalla società Neri.
Oltre 6500 tonnellate di stazza, 110 metri di lunghezza, 95 autoveicoli a bordo, la City of Sidon, con 19 persone di equipaggio, per la maggior parte rumeni, libanesi e libici, partita da Savona e diretta in Libia, è stata individuata dai militari della Capitaneria livornese tramite il sistema di monitoraggio Ais “Pelagus”, attestato nella sala operativa. I militari, infatti, avevano notato che il cargo aveva una bassa velocità ed una rotta incompatibile con il porto di destinazione. In quel momento, procedeva a 2 nodi verso la Gorgona, che era a otto miglia. Se si considerano i tempi di arrivo e la velocità di circa dieci nodi dei rimorchiatori, l’intervento poteva essere compromesso e la nave avvicinarsi troppo all’isola.
Contattato via radio dai militari, il comandante del mercantile in un primo momento ha negato la presenza di problemi alla nave, riferendo di essere in attesa di ordini dal proprio armatore. Con l’incalzare delle domande da parte della Guardia costiera, che notava l’incoerenza delle risposte del comandante con i dati di movimento del mercantile che risultavano dagli apparati di monitoraggio, alla fine dalla nave hanno ammesso di avere un’avaria alle macchine da almeno 6 ore, con impossibilità di manovrare e senza mezzi di propulsione.
Sul cargo sono saliti i tecnici del servizio sicurezza della Capitaneria di porto per appurare le cause, ricondubicili a un guasto tecnico, comunque da approfondire. La Guardia costiera sta anche indagando per valutare la posizione del comandante della nave riguardo le comunicazioni via radio: lui rischia una denuncia penale. (l.l.)
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