Il Tirreno

Livorno

La linea alla giunta la dà l’opposizione

di Giulio Corsi
La linea alla giunta la dà l’opposizione

Sull’emerganza abitativa l’aula vota all’unanimità il documento di Buongiorno e Città Diversa, mentre i consiglieri M5S ascoltano in silenzio. Duro attacco di Raspanti: «Non vorremmo più trovarci in situazioni in cui la maggioranza abdica al proprio ruolo»

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LIVORNO. Il consiglio comunale approva all'unanimità (28 voti favorevoli su 28 presenti) un atto d'indirizzo sull'emergenza abitativa, in cui si impegna la giunta, tra le altre cose, a verificare a che punto è la richiesta di acquisizione a costo zero dell'ex caserma Del Fante e dell'ex circolo ufficiali di piazza Guerrazzi, a fermare la vendita delle ex circoscrizioni, e soprattutto a chiedere al prefetto il blocco degli sfratti.

E' un passo importante del consiglio su uno dei temi più caldi e difficili di una città in cui 1312 famiglie oggi sono in attesa di un alloggio popolare e in cui solo nei prossimi due mesi sono programmati 80 sfratti per morosità incolpevole. E il voto unanime, arrivato dopo un'intera mattinata di discussione, rafforza il valore e il peso di una volontà politica che su un'emergenza di questa portata vede maggioranza e opposizione condividere gli obiettivi.

Attenzione però: da questo voto emerge anche un dato politico molto pesante. Perché l'atto di indirizzo alla giunta approvato all'unanimità non è stato pensato, né proposto - come ci si aspetterebbe - ma neanche discusso o corretto dalla maggioranza a Cinque Stelle. Che ieri ha soltanto ascoltato. Spettatore non pagante di un consiglio in cui nessuno dei suoi consiglieri è intervenuto.

L'atto porta la firma di Buongiorno Livorno e la controfirma di Città Diversa, con un contributo di Forza Italia. E se il Pd è più volte intervenuto nel dibattito con De Filicaia, e con Ruggeri ha spiegato che «non abbiamo presentato atti d'indirizzo per evitare qualunque ideologizzazione sul tema della casa e il rischio che si facesse una discussione ideologica sul passato», il silenzio in aula dei venti consiglieri pentastellati è stato assordante.

Alla fine il contributo dato dal M5s al testo scritto a quattro mani da Bl e Città Diversa è stato praticamente inesistente. Il capogruppo stellino Bastone ha rivendicato la paternità in sede di riscrittura definitiva del testo (nella conferenza dei capigruppo) del «passaggio fondamentale sul monitoraggio sui 6000 alloggi Erp per la verifica dei requisiti» ma in realtà si trattava dell'emendamento che aveva proposto poco prima in aula Elisa Amato (Forza Italia).

Ma al di là della paternità di due righe delle 48 totali da cui è composto il documento, l'aspetto politico rilevante è che l’indirizzo alla giunta sia stato scritto integralmente dall'opposizione. E la difesa dello stesso Bastone davanti al vuoto dei consiglieri pentastellati sembra assai debole: «Non aver presentato un atto di indirizzo non pone a nostro favore - ha ammesso il capogruppo stellino -. Ma il nostro indirizzo sul tema è nelle linee programmatiche del M5s».

Un'inversione dei ruoli tra una maggioranza spettatrice e un'opposizione superproduttiva che è stata impietosamente sottolineata da Raspanti, capogruppo di Bl: «Per il peso politico di quest'atto, con responsabilità abbiamo ritirato il nostro documento e abbiamo accettato che venisse sostituito da uno di tutto il consiglio. Non ci vorremmo però più trovare in situazioni in cui la maggioranza non presenta atti di indirizzo: in questo modo infatti la maggioranza abdica al proprio ruolo e induce a una liquidità di ruoli che impedisce il corretto funzionamento istituzionale. In futuro ci rendiamo indisponibili a passi indietro di questo tipo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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