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Livorno

«L’annuncio degli assessori e stata solo un’ingenuità»

«L’annuncio degli assessori e stata solo un’ingenuità»

Bar Dolly affollato di sostenitori M5S per la trasmissione in diretta di Rai Radio 1 Nogarin fa un bagno di applausi e rilancia: «Qui stiamo facendo la rivoluzione»

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LIVORNO. Cori e applausi dei sostenitori a cinque stelle, critiche alla stampa, acqua sul fuoco dell’intricato rapporto tra mondo dei Meet-up e governo della città. Così, nel primo pomeriggio di ieri, al bar Dolly di piazza Grande si è accesa la trasmissione radiofonica “Dovestate” di Radio1, con i giornalisti Daniela Mecenate, inviata all’ombra dei Quattro mori, e Giancarlo Loquenzi, dagli studi Rai. Ai microfoni il sindaco Filippo Nogarin, l’assessore al turismo Nicola Perullo e il capocronista del Tirreno Alessandro Guarducci.

La trasmissione va avanti per quasi un’ora e mezza. Ed è sul finire che il sindaco torna sull’annuncio degli ultimi due assessori della giunta fatto via e-mail (a 80 giorni dall’elezione) dal capogruppo M5S Francesco Bastone, mentre il primo cittadino era in Sicilia per una breve vacanza. Il sindaco ridimensiona il caso, parlando piuttosto di ingenuità: ammette che «forse non siamo stati così attenti alla comunicazione dall’interno all’esterno», e che la nota del capogruppo è stata «probabilmente infelice», ma «su questo – ritiene – si è fatta una speculazione allucinante». E quando in radio gli chiedono una battuta sul famoso selfie con la nomina ad “assessore” di San Vito Lo Capo, tira in ballo a sorpresa il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, con questa battuta: «È in Egitto per quindici giorni, qualcuno gli farà il culo a strisce come hanno fatto a noi?». Dall’inizio Nogarin critica i mezzi di informazione, dice frasi del tipo «malgrado non passi dagli organi di stampa, stiamo facendo la rivoluzione». E tuona contro «la macchina del fango». Gli attivisti radunati intorno ai microfoni applaudono e lanciano cori: «Filippo uno di noi». Non ci sono i rappresentanti dei Meet-up dissidenti, che con Marco Valiani hanno deciso di non partecipare, ma hanno comunque ribadito con una nota a Rai Radio 1 la presa di distanza da quello che è stato ribattezzato “metodo Livorno” per la scelta di assessori e vertici delle partecipate.

Nogarin prova a liquidare così le parole di Valiani: «Fa parte degli innumerevoli Meet-up che chiunque può aprire. Il Meet-up che qui ha vinto le elezioni è compatto». Certo è che Valiani resta il primo dei non eletti in consiglio comunale, quindi candidato con la lista ufficiale a sostegno di Nogarin. «Le notizie possono piacere oppure no, ma i fatti documentati devono essere raccontati», ripete Alessandro Guarducci invitando il sindaco a spostare la discussione sui contenuti. Tra le cose fatte fino a oggi Nogarin cita la riapertura dell’ippodromo e l’accordo sulla manutenzione delle piscine comunali. E le critiche arrivate anche da don Paolo Razzauti (gli chiedono da studio)? «Ha solo cercato di dare un ulteriore scossone», risponde. «Ma la rottura annunciata si deve ancora vedere», interviene in diretta il consigliere regionale del centrodestra, Marco Taradash: «Al momento il sindaco ha fatto poco, i primi 100 giorni sono passati per fare la giunta» e «avete messo a capo di Aamps un personaggio che sarà bravissimo, ma per ora ha come merito solo l’essersi candidato alle europee per M5S». Interviene telefonicamente anche il giornalista del Corriere Fiorentino David Allegranti: il tema è quello del rapporto tra chi deve governare e il mondo dei Meet-up, fatto anche di codici, statuti e divieti: insomma, in discussione c’è il concetto di mandato rappresentativo. Con Livorno che è diventato chiaramente un laboratorio nazionale a cinque stelle. «Qui c’è chi dice che Nogarin è sceriffo e chi che è ostaggio della base», controbatte L’assessore Perullo, che sottolinea: «Ha preso il 54% mettendo insieme molte forze che non ne potevano più» e «da candidato portavoce del M5S è diventato portavoce e sindaco della città...».

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