Meteo
GoinSardinia si ferma è caos sulle banchine
La compagnia annuncia la soppressione dei collegamenti tra Livorno e Olbia poi il traghetto per la Sardegna parte ma solo per motivi di ordine pubblico
LIVORNO. Quella di ieri è una giornata che i passeggeri della GoinSardinia non dimenticheranno facilmente. Il traghetto diretto a Olbia, che sarebbe dovuto salpare prima alle 11.30 e poi alle 14.30, ha lasciato il porto di Livorno alle 20.30, dopo una giornata di continui annunci e smentite. Ma il punto ora è un altro: il viaggio di rientro da Olbia, previsto per oggi, potrebbe essere l’ultimo di El Venizelos, il traghetto noleggiato in Grecia da GoinSardinia per offrire viaggi low cost tra la Sardegna e Livorno. Una doccia gelata per i 20mila passeggeri che hanno già prenotato e pagato fino alla prima settimana di settembre e che ora sono sul piede di guerra.
A sollevare il caso, ieri, è stato il quotidiano La Nuova Sardegna, che ha pubblicato la disperata lettera inviata al premier Matteo Renzi da Giampaolo Scano, amministratore delegato di GoinSardinia. Ovvero il consorzio che riunisce 200 tra imprenditori turistici, ristoratori, albergatori e agenti di viaggio, che nel 2013 hanno unito le forze per portare turisti sull'isola. Nella lettera l’ad annunciava che «senza un intervento urgente e immediato da parte degli organi di governo dello Stato e della Regione Sardegna, non potremo impedire l'interruzione del servizio, con conseguente impossibilità di trasportare 20mila passeggeri prenotati sulla nostra nave per corse Olbia-Livorno dal 27 agosto alla prima settimana di settembre».
Nella lettera si parlava di «impossibilità» del consorzio di «avere credito a breve per l'acquisto di carburante». E anche di una «fornitura di carburante sporco» che nelle settimane passate avrebbe mandato in avaria uno dei motori della nave, comportando ritardi, disagi e costi aggiuntivi. In quell’occasione quasi 2mila passeggeri erano già rimasti bloccati alla stazione marittima di Livorno, tra rimborsi e famiglie mandate in albergo.
Ma dopo la lettera pubblicata dal quotidiano sardo, con l’annuncio dello stop delle corse già da ieri, Goinsardinia ha provato a smentire ogni rischio di bandiera bianca. Prima con una nota ufficiale sul sito: «Una informazione non corrispondente alla realtà, la nave El Venizelos continua nella sua marcia e GoinSardinia procede nella sua mission, portare da e per la Sardegna turisti, emigrati e lavoratori a prezzo low cost». Poi con una comunicazione alle agenzie di stampa, che provava a spiegare così la lettera a Renzi: «Vorremmo essere riconosciuti come compagnia, vorremo che l'ambizioso progetto di GoinSardinia venisse riconosciuto dal governo e dalla Regione(...). Nessuno stop alle tratte, siamo imprenditori seri e porteremo avanti il nostro impegno, senza ulteriori intoppi». Ma gli intoppi sono arrivati, eccome.
Dopo queste prime rassicurazioni, sul sito di GoinSardinia sono stati pubblicati i nuovi orari (con ritardi di 5 ore a tratta) fino al 31 agosto: sembrava che il traghetto potesse riprendere regolarmente le corse, ha fatto rifornimento a Livorno. Ma ora dopo ora la partenza è tornata in forse. Fino a quando, nel pomeriggio, sono saliti a bordo sindacati e capitaneria: velocemente si è sparsa la notizia che l’armatore greco, in attesa dei pagamenti per il nolo, avrebbe ordinato all’equipaggio di rientrare in Grecia. Tradotto: niente più nave, niente più corse.
Sul sito di GoinSardinia è comparso un nuovo avviso: «Le corse sono state soppresse dalla Anek Lines che ha bloccato la nave nel porto di Livorno per cause non imputabili alla GoinSardinia, tantomeno per mancanza di carburante. Invitiamo tutti i passeggeri, a partire da questa sera, a provvedere autonomamente al loro viaggio, recandosi presso la biglietteria della Tirrenia entro le 20. Seguirà rimborso».
E a Olbia è scoppiato il caos. Perché sulla banchina c’erano già 1800 passeggeri che aspettavano di rientrare dalla Sardegna. La situazione si è sbloccata solo dopo che l’ammiraglio Nunzio Martello, direttore marittimo del Nord Sardegna, ha riunito un comitato di crisi, con il coinvolgimento di tutti i rappresentanti delle compagnie di navigazione, delle istituzioni, delle forze dell’ordine. Alla fine, per ragioni di ordine pubblico (senza precettazione, con un accordo tra le parti) la nave è salpata dai Quattro Mori intorno alle 20.30: l’arrivo previsto a Olbia alle 23 di ieri è slittato alle 9 di stamani.
Dal sito di GoinSardinia è scomparso l’avviso che faceva riferimento all’armatore greco e sono rimasti i nuovi orari fino al 31 agosto. Ma sia nel porto di Livorno che a Olbia danno per scontato che quello di oggi per riportare i 1800 passeggeri in Toscana possa diventare l’ultimo viaggio targato GoinSardinia. In attesa di prese di posizione ufficiali, per ridurre i disagi dei 20mila passeggeri che si sposteranno nei prossimi giorni, sarebbero già scesi in campo Tirrenia-Cin e il gruppo Moby. «Eravamo al corrente delle difficoltà di GoinSardinia – è intervenuto l’assessore ai trasporti della Sardegna, Massimo Deiana – ma dalla società ci avevano informato solo del mancato pagamento del carburante. Ora scopriamo che c’erano anche problemi di mancato pagamento del nolo all’armatore. La Regione ha sempre guardato a GoinSardinia come un’iniziativa interessante, ma la realtà dimostra che non è sufficiente noleggiare una nave per essere considerati una compagnia di navigazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
