«Spero che ammetta gli errori commessi»
L’ex presidente Nardi: noi siamo stati corretti, denunciare quanto accaduto era nostro dovere
LIVORNO. «Spero che l’ex dipendente ammetta gli errori commessi, nonostante, da quello che so, lo abbia fatto in un momento particolare della propria vita. In ogni caso non potevamo far finta di niente, denunciare alle Autorità penali e alla Corte dei Conti quanto stava accadendo era un nostro dovere».
Roberto Nardi, ex presidente della Camera di Commercio, ripercorre a distanza di un anno lo scandalo, rimasto per mesi sotto traccia, della ex responsabile del Centro Studi e ricerca della Cciaa, ora indagata per appropriazione indebita aggravata per un cifra di oltre 90mila euro.
«I primi sospetti - ricorda Nardi - ci sono venuti guardando i costi del personale. Si trattava di una cifra eccessiva. Per questo ho chiesto che mi venissero fornite le note spesa dei tre dipendenti e successivamente anche i loro stipendi. È da questi controlli che sono emerse le anomalie sul conto della funzionaria in questione. In particolare è venuto fuori che lo stipendio veniva aumentato attraverso premi e gratificazioni che non erano previsti dal contratto che aveva sottoscritto, che era quello del commercio».
Poi sarebbero venuti fuori anche ammanchi «sostanziosi» dal conto corrente del Centro.
«Questo - conferma l’ex numero uno - è stato il secondo aspetto irregolare di cui ci siamo accorti». È con tutta la documentazione raccolta durante l’indagine interna che lo stesso Nardi si è presentato in Procura.
«La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di licenziarla, successivamente abbiamo denunciato tutto alla Procura. Quello che posso dire, in attesa che la giustizia faccia il proprio corso, è che certi comportamenti non sono propri di chi si definisce una professionista».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
