Il Tirreno

Livorno

L’INTERVENTO

QUALI CRITERI PER SCEGLIERE IL DIRETTORE?

di FEDERICO MARRI

di FEDERICO MARRI S. ulla stampa e sulla rete abbondano critiche e polemiche sulle nomine effettuate dalla giunta 5 Stelle, mentre si tace su un argomento: la Fondazione Goldoni. Quando si tace viene...

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di FEDERICO MARRI

S. ulla stampa e sulla rete abbondano critiche e polemiche sulle nomine effettuate dalla giunta 5 Stelle, mentre si tace su un argomento: la Fondazione Goldoni. Quando si tace viene da pensare che le cose si stiano facendo nell'ombra e che si preparino soluzioni 'vecchia maniera' e non di rinnovamento.

In un mio articolo dell'ottobre 2012 sulla rivista "Livorno cruciale" che è valso a me e a Francesca Cagianelli - qualcuno lo ricorderà - una richiesta di danni per 235mila euro, rileggevo la storia recente del Goldoni e avanzavo, implicitamente, la richiesta di un cambiamento radicale nel segno della competenza e di una nuova progettualità; sulla stessa rivista ho anche raccontato la storia di alcuni livornesi che hanno sviluppato le loro capacità nel settore teatrale, ma lontano da Livorno.

Una cosa va detta con chiarezza: a Livorno non ci sono competenze né per il ruolo del direttore generale, né per quello del direttore artistico (cosa che, ovviamente, non significa che non esistano livornesi in giro per il mondo in grado di ricoprire quelle funzioni). E ne va detta anche un'altra: per gestire un teatro sono oggi necessarie competenze di alto livello che - a partire da una preparazione specifica in campo artistico - si ottengono attraverso corsi universitari e master in management dello spettacolo, seguiti da esperienze di tirocinio e lavorative in teatri e istituzioni di livello. Infine, bisogna fare spazio a persone giovani e senza targhe politiche.

Il candidato del Pd Ruggeri affermò in campagna elettorale che avrebbe indetto un bando europeo con commissione di garanzia, mentre Nogarin garantì che le scelte sarebbero cadute su nomi di eccellenza fuori dalle appartenenze politiche.

Ma di bando pubblico non si vede l'ombra, a meno che per tale non si intenda la procedura dei curricula seguita per le nomine degli assessori e di Aamps, e -ancora a titolo di ipotesi - è possibile che verrà avanzata la necessità di fare in fretta per giustificare scelte non di rottura col passato.

Alla fretta c'è una soluzione: affidare per il tempo di un anno l'incarico di dg a qualcuno interno all'amministrazione che dia garanzie di buona conoscenza dei meccanismi amministrativi e che faccia chiarezza sulla situazione economica della Fondazione; contemporaneamente, scegliere con grande attenzione e fuori dal contesto locale una personalità che possa svolgere il compito di direttore artistico pro-tempore. Nel frattempo, preparare due concorsi europei sulla base di una chiara formulazione di obiettivi e competenze, passando anche per il dibattito pubblico.

Vedremo anche in questo ambito se la nuova amministrazione dimostrerà di volere praticare quella discontinuità con la vecchia politica che ha dichiarato nel programma elettorale ma che non sembra avere ancora preso corpo, o se avrà anch'essa paura di persone competenti e indipendenti e agirà secondo il consueto principio politico dell'occupazione della società.

*musicologo Istituto Mascagni

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