Il Tirreno

Livorno

Cinque Stelle in rivolta dossier contro la Maltinti

di Giulio Corsi
Cinque Stelle in rivolta dossier contro la Maltinti

I meetup di Portoferraio attaccano Nogarin sulla nomina del direttore generale del Comune «Coinvolgeremo Grillo, mancano trasparenza e moralità». Ma la polemica viene silenziata

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LIVORNO. Dopo le critiche dei Cinque Stelle di Massa contro la nomina di Marco Di Gennaro al vertice di Aamps, dopo la dura contestazione di una parte dei Cinque Stelle livornesi contro la nomina degli assessori Corradini, Aurigi, Fasulo e Gordiani, dopo gli attacchi di una parte dei Cinque Stelle romani contro i metodi del sindaco Nogarin, ora contro il primo cittadino e le sue scelte si scagliano anche i Cinque Stelle dell'Isola d'Elba.

Nel mirino c'è la nomina dell'architetto Sandra Maltinti a direttore generale del Comune. Contro cui i grillini di Portoferraio annunciano un dossier da consegnare in brevissimo tempo al sindaco chiedendogli di ponderare bene la scelta.

Maltinti, empolese di nascita, elbana d'adozione, è stata tra i protagonisti dello scandalo giudiziario Elbopoli, da cui è uscita prosciolta insieme a tutti gli altri imputati.

Ma tra i grillini dell'Isola d'Elba - dove Maltinti è tornata dopo l'assoluzione, nelle vesti di responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Campo - la scelta di Nogarin è risultata incomprensibile (per i trascorsi giudiziari della Maltinti, ma anche per il suo curriculum sempre incentrato su temi urbanistici e mai nella gestione di macchine comunali complesse come quella di Livorno) oltreché inattesa, anche per l’orbita in amministrazioni di centrodestra in cui negli ultimi anni il nuovo dg del Comune di Livorno aveva operato.

All’annuncio della Maltinti, il fuoco l’ha aperto Gian Carlo Diversi, uno dei leader del meetup di Portoferraio, candidato alle amministrative (tra i più votati), e dunque 5 Stelle stracertificato. «La Maltinti con Nogarin? Forse dovremmo fare due chiacchiere col sindaco…», commenta. Poi aggiunge: «Forse è un bene che le persone possano riscattarsi eticamente. Ma una cosa è la legge, un'altra un codice morale basato sulla trasparenza. Certo è che se (per fantascienza) avessimo avuto un risultato positivo a Portoferraio la Maltinti nemmeno per l'anticamera del cervello ci sarebbe passata».

Il dibattito infuria nel mondo grillino elbano e ad esporsi sono gli esponenti più in vista del M5s dell’isola. Renato De Michieli Vitturi, ex assessore (dimessosi dalla giunta Peria) e super attivista va giù duro: «Non ci siamo. Mi spiace per Nogarin e per il movimento, ma non è più questione di conoscere quello che può aver fatto di sbagliato. Qui c'è l'inversione dell'onere della prova: deve spiegare Nogarin che meriti ha la signora Maltinti per una carica così importante, la più importante, quella che deve rispondere della realizzazione, dal punto di vista amministrativo, di tutti gli obiettivi politici posti dalla nuova giunta. Questa è una cambiale bella e buona, è un ruolo troppo importante per darlo ad un architetto che ha al massimo fatto il capo ufficio tecnico in due comunelli di poche migliaia di anime».

Gian Carlo Diversi lancia l’idea di coinvolgere il movimento livornese, iniziare una discussione aperta, farvi partecipare il sindaco Nogarin, chiedergli spiegazioni, portare il caso anche sulle piattaforme nazionali. De Michieli addirittura propone un mail bombing e il coinvolgimento di Grillo: «Si tratta di una realtà troppo vicina a noi per lasciar correre, gli schizzi arriveranno fin qua». Cheti Soldano (altra organizer del meetup elbano) propone di aprire un dibattito a livello toscano. Sembra in arrivo uno tsunami. E invece la discussione d’improvviso si seda. Da 48 nessuno accenna più all’argomento. Ma è chiaro che la guerra interna - per quanto silenziata - continua mentre i fronti si moltiplicano. E qualcuno continua a lavorare al dossier.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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