Il Tirreno

Livorno

Rissa tra livornese e fiorentini

di Lara Loreti
Rissa tra livornese e fiorentini

Volano pugni all’Ostricaio: anche un portabottiglie spaccato in testa a uno dei litiganti. 4 denunce

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LIVORNO. «Tornate a casa!». Dicono i fiorentini al livornese, che indignato replica: «No, tornate voi, a casa vostra, io ci sono già!». «È vero, noi siamo a casa vostra, però vi portiamo soldi...». Poche parole - dette in un’atmosfera già incandescente per un precedente battibecco - bastano per scatenare l’inferno all’Ostricaio, il noto ristorante sul lungomare. Una rissa a quattro, con spinte, pugni e glacette spaccata sulla testa del livornese.

È martedì pomeriggio quando dall’Ostricaio si accendono gli animi di due amici fiorentini di 45 anni da un lato, e un livornese di 24 e un argentino coetaneo, dall’altro. Tutto nasce, a quanto pare, da uno sguardo di troppo. Poi la situazione degenera. Ognuno dice la sua, ma in base alle testimonianze emerse, non ci sono aggressori e vittime, ma solo una buona dose di intolleranza reciproca.

A volare all’inizio sono paroloni, poi arrivano le botte. E alla fine ci pensa la polizia a placare gli animi. Contrastanti le versioni emerse. I due fiorentini raccontano alla polizia che mentre stanno mangiando nel ristorante e conversano tra loro e con un'amica, altri due giovani, seduti a un tavolo vicino, si rivolgono loro con fare aggressivo, credendo di esser stati guardati male. A questo punto uno dei due fiorentini si avvicina al tavolo dei due giovani per chiedere spiegazioni. Da lì nasce una lite animata che degenera in breve tempo. E a quel punto tutti i quattro contendenti iniziano a colpirsi a pugni.

Del tutto diversa la versione del livornese e dell’amico argentino: «Siamo stati provocati e abbiamo reagito solo perché aggrediti fisicamente», dicono.

Fatto sta che il ristorante rischia di trasformarsi in un saloon da far west: per fortuna la lite, nata fra i tavoli della veranda, poi esplode all’esterno. Il ristorante, infatti, non ha riportato danni se non la glacette spaccata. «Per fortuna non è successo nell’ora di punta», dice il titolare. Inutile il tentativo di una coppia, a pranzo nel locale, e dello stesso gestore di portare la pace. Ormai gli animi sono infiammati. Inoltre, come emerso dai rilievi della polizia, quando la coppia prova a gettare acqua sul fuoco, viene presa di mira: «Siamo stati minacciati: ci hanno detto che avrebbero gettato in mare il nostro cellulare se avessimo provato a chiamare le forze dell'ordine», dicono i coniugi.

Nel primo round, la lite si mantiene sul piano verbale. Prima parte il presunto sguardo, poi gli insulti. «Cosa vuoi? Fatti i fatti tuoi». «Sembrava che dopo un acceso confronto verbale le cose si fossero tranquillizzate - racconta il titolare dell’Ostricaio - Tuttavia, ognuno voleva avere l’ultima parola e a un certo punto uno dei fiorentini ha detto al livornese e al suo amico una frase tipo “ma andate a casa che è meglio”. Da lì s’è scatenato l’inferno». Dopo il battibecco, il fiorentino scatta in piedi faccia a faccia col livornese. Poi parte un pugno: non si sa chi sia stato il primo, però da quel momento la scazzottata è aperta. L’altro fiorentino, alla vista del suo amico fronteggiato dal livornese e dall’argentino, si lancia in sua difesa e spacca la glacette in testa al 24enne labronico. La rissa continua fino all’arrivo della polizia. Sono tutti feriti, ma nessuno dei 4 va in ospedale. Per tutti scatta la denuncia per rissa.

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