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Crisi, Padoan alla Bbc: effetto riforme tra due anni
Il ministro: «Nel 2014 crescita molto inferiore alle previsioni». Bruxelles smentisce trattative segrete con l’Italia
ROMA. Riforme in cambio di flessibilità? Bruxelles non commenta l’esistenza di una trattativa tra il governo italiano (e tra gli altri paesi che non riescono a raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio) e l’Europa per ottenere un graduale adattamento dei parametri europei alla nuova, peggiorata, situazione economica. E il ministro dell’Economia, dopo la doccia fredda dei dati Istat sulla crescita, ammette le difficoltà e che sì, effettivamente, sulle stime di crescita il governo si è sbagliato. E che ci vuole tempo, almeno due anni per vedere gli effetti delle riforme.
«Tutti prevedevano una crescita maggiore nella zona euro, ma nessuno ci ha visto giusto», dice Pier Carlo Padoan in un’intervista alla Bbc. Per questo ora è necessario che tutti si impegnino per far ripartire la crescita. A cominciare da Mario Draghi. «Tutti gli attori in campo facciano la loro parte, anche la Bce», sollecitata a intervenire per stampare moneta (con l’acquisto di titoli) e far rialzare l’inflazione a un livello accettabile, intorno al 2 per cento, «un livello molto lontano da quello attuale».
Sul fronte interno il governo resta al lavoro per mettere a punto il pacchetto di riforme che il 29 agosto approderà in Consiglio dei ministri dentro il decreto «Sblocca Italia». Matteo Renzi resta convinto che la partita dovrà essere giocata su due fronti e vuole arrivare al Consiglio europeo del 30 agosto con in mano il via libera al pacchetto su infrastutture, scuola e giustizia.
Se una trattativa con Bruxelles esiste, è sotto traccia. «Lo stato delle finanze pubbliche italiane sarà analizzato in autunno», dice severo Simon O’Connor, portavoce del commissario per gli Affari economici Olli Rhen rinviando ogni valutazione a metà ottobre quando la legge di Stabilità del 2015 sarà pronta e l’Italia, come tutti i paesi dell’Eurozona, dovrà presentare a Bruxelles lo stato dell’arte dei propri conti pubblici.
Matteo Renzi è sicuro che è sul fronte delle riforme che il suo governo si giocherà la partita con Angela Merkel. E al Consiglio europeo del 30 agosto vuole arrivare mettendo sul tavolo l’approvazione del decreto Sblocca Italia e un consistente pacchetto che va dallo sblocco degli investimenti sulla scuola (si è parlato di un miliardo di euro) e alla giustizia.
«Sono fiducioso che le riforme che stiamo realizzando dispiegheranno i loro effetti a medio termine, ciò significa nei prossimi due anni», assicura Pier Carlo Padoan. «Per vedere un effetto delle riforme sulla crescita c’è bisogno di tempo, pochi trimestri non sono sufficienti», aggiunge il ministro dell’Economia consapevole che l’economia italiana si sta contraendo e che ciò dipende da problemi che esistono da tempo.
Non sono però un mistero le resistenze dei Paesi rigoristi, la Germania su tutti, a concedere margini di flessibilità. Per questo il governo intensificherà il pressing per ottenere il tempo necessario per fare le riforme, senza essere strozzati da una procedura d'infrazione che non ci si può permettere. Le riforme «non sono una bacchetta magica», spiega sempre Renzi che si presenterà il 30 agosto ai suoi colleghi a Bruxelles per discutere delle nomine e dell’equilibrio assai «delicato» per portare Federica Mogherini alla guida della Pesc.
Ma per chiedere anche un segnale sul tema della flessibilità, ribadendo, con il piglio che a Bruxelles hanno iniziato a conoscere, che senza un intervento di questo tipo non solo l’Italia, ma l’Europa intera non cresce e resta in stagnazione. Mentre Renzi giocherà in attacco, Padoan condurrà la mediazione che potrebbe anche portare l’Italia a rivalutare, non escludono fonti di governo, l’assunzione di impegni concreti su specifiche misure, in cambio di margini di flessibilità.
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