Il presidio
Si era invaghito di lei, l’ha travolta con l’auto
Il corpo di Jennifer ritrovato sul lago, buttato lì dall’amico che l’aveva uccisa Sopraffatto dai rimorsi, l’uomo si è poi impiccato. Gli amici: avevano litigato
PRATO. Jennifer era inquieta, sbranava la vita senza saziarsi, fino a quando in un’alba umida è stata la vita a sbranarla. Trenta anni ancora da compiere (li avrebbe festeggiati il 16 ottobre prossimo), mamma di un bambino di nove, è morta schiacciata sotto l’auto guidata da uno dei suoi migliori amici, che l’ha uccisa, forse perché la voleva troppo e che poi si è tolto la vita impiccandosi, perché non ha retto al dolore e ai sensi di colpa.
Una tragedia vera quella che ha portato via due vite giovani, che ha lasciato un bambino senza mamma, quattro famiglie tramortite dal dolore e che si è svolta in una manciata di ore tra Vernio, in Valbisenzio, e il lago di Bilancino nel Mugello. Doveva essere una serata allegra da trascorrere assieme agli amici, un bis della festa di mezz’estate, quella dell’altra sera, ma si è trasformata in un incubo.
Jennifer Miccio, figlia di genitori separati, mamma ancora giovane con un nuovo compagno, viveva assieme al suo convivente e al figlio in una casetta nella frazione Castagneta di San’Ippolito di Vernio. Veste “metallaro”, ascolta la musica heavy metal, preferisce il nero, frequenta tanto i bar, e ama i cani, ma quelli “tosti”, come lei. «Jenny era come mia sorella - ricorda Gemma un’amica che l’ultima volta l’ha vista due giorni fa - Aveva un cane corso di nome Shiva ma amava anche i cani meticci. Ne aveva trovato uno da poco, l’abbiamo portato assieme dal veterinario. Ecco quella è l’ultima volta che ho incontrato Jenny. Ultimamente non la frequentavo più - prosegue Gemma - faceva una vita troppo caotica anche per me». Era proprio questo il problema di Jennifer: l’irrequietezza.
Aveva un gruppo di amici con i quali si incontrava spesso, uno in particolare era sempre con lei. Daniele Baiano, 34 anni, artigiano che vive a Prato e che lavora per le Pro Loco e i Comuni del comprensorio quando si tratta di organizzare feste in costume e corteggi storici: ha addirittura affittato una porzione di capannone industriale attigua alla fabbrica Valferro che lavora metalli, tra Terrigoli e le Confina, poco distante da dove vive l’amica, per starle vicino. Lì lavorava, lì si rifugiava e lì si è ucciso. Ma questa è storia che deve ancora venire. Jennifer Miccio e Daniele Baiano hanno un appuntamento, vogliono trascorrere assieme la serata di Ferragosto. Non si sa da dove sono partiti, si sa invece dove sono arrivati: alla discoteca Bahia, sul lago di Bilancino verso mezzanotte e mezzo. Ad attenderli altri cinque amici, tra i quali il fratello di Jennifer, Adriano di cinque anni più giovane arrivato nel locale assieme a Viola, 19 anni, una sua amica. Entrambi lavorano in un pub a Terrigoli, una frazione di Vernio, il Red Lion, che Jennifer frequenta spesso. Non l’altra sera però. Con Adriano e Viola altri tre amici. «Sono arrivati - racconta Viola - poco dopo di noi. E’ andato tutto bene fino verso le 3 e un quarto poi abbiamo visto che hanno cominciato a litigare». Jennifer e Daniele avevano ballato, bevuto, riso poi repentinamente la situazione è cambiata: una discussione accesa, quella tra i due, per gelosia probabilmente. «Vedevamo i gesti - continua Viola - ma non sentivamo quello che si dicevano perché la musica era alta». La lite prosegue ancora un po’ fino a quando i due decidono di uscire dal locale, «abbiamo pensato che sarebbero andati a fumarsi una sigaretta» dice Viola. Ma non hanno più fatto ritorno all’interno. Viola e gli altri ragazzi vedono per l’ultima volta i due all’uscita del locale: «Saranno state le cinque del mattino - prosegue Viola - li abbiamo visti dentro l’auto di Daniele che discutevano, li abbiamo salutati e ce ne siamo andati». Tra le cinque e le sei, ora nella quale è stato trovato il corpo senza vita di Jennifer da un pescatore arrivato al lago, è successo tutto. La discussione - secondo la ricostruzione degli investigatori (i carabinieri del nucleo operativo di Firenze, i carabinieri di Borgo San Lorenzo e di Vernio) - deve essere degenerata, forse Daniele era geloso di quella ragazza inquieta, forse voleva tenerla sotto controllo, forse voleva qualcosa che Jennifer non era disposta a dare, fatto sta che la giovane donna è uscita dall’abitacolo della Fiat Punto grigia dell’amico, che ha ingranato la retromarcia e l’ha investita. Le è passato sopra con la macchina, lasciando segni evidenti sotto il pianale della Punto. E’ toccato agli uomini della Scientifica recuperare brandelli di tessuto per farli esaminare. Poi Daniele ha spinto il corpo di Jennifer lungo la scarpata, un volo di cinque, sei metri.
E’ ancora notte ma l’alba comincia a spuntare, Daniele risale in auto, non va nella sua casa di Prato dove vive con i genitori, va a Vernio, nel suo rifugio. E lì tra le 7 e le 11, orario nel quale i carabinieri hanno trovato il corpo (Daniele era l’unico della serata trascorsa al Bahia che ancora mancava all’appello), ha preso un pezzo di filo elettrico, l’ha fermato ben saldo a una trave e si è impiccato. Non ha lasciato messaggi, Daniele, solo tutta la sua rabbia.
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