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Prestiti col contagocce, raddoppiano le difficoltà
LIVORNO. «Nel corso del 2013 lo stock dei prestiti agli artigiani livornesi ha subito lievi ma costanti riduzioni fino a ridursi sui 283 milioni di euro, valore del quarto trimestre». È una...
LIVORNO. «Nel corso del 2013 lo stock dei prestiti agli artigiani livornesi ha subito lievi ma costanti riduzioni fino a ridursi sui 283 milioni di euro, valore del quarto trimestre». È una diminuzione limitata se la raffrontiamo ai dodici mesi precedenti (meno 1,7%) ma «diventa molto più ampia» se il confronto abbraccia anche i due anni precedenti: basti dire che nel 2011 tanto nel primo che nel secondo trimestre si supera la soglia dei 310 milioni di euro (al lordo delle sofferenze).
È la fotografia che emerge dai dati messi nero su bianco dal centro studi della Camera di commercio in uno dei capitoli dell’ultimo report sullo stato dell’economia nel nostro territorio.
Secondo la newsletter dell’istituto camerale «a partire dalla metà del 2011 e per tutto l’anno successivo» c’è stato «un vero e proprio giro di vite nell’erogazione di prestiti da parte del sistema creditizio», avvenuto peraltro «dopo un 2009 caratterizzato da una vera e propria stretta creditizia». Come dire: la parabola del restringimento del credito giunge lo scorso anno praticamente a conclusione.
Tutto dipende dall’incrociarsi di due tendenze. Da un lato, le banche cercano di «minimizzare i propri rischi»: lo fanno «alzando l’asticella» dei requisiti e dunque tagliando fuori anche imprese che in altri momenti non avrebbero avuto difficoltà ad accedere al mercato del credito. Dall’altra, le imprese artigiane non bussano nemmeno alla porta degli istituti di credito.
A ciò si aggiungano le sofferenze: è talmente in ascesa la difficoltà di tener testa ai prestiti che le sofferenze nel giro di due anni e mezzo raddoppiano e passano dai 22 milioni di euro della primavera 2011 ai 42 del docembre scorso.
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