Il presidio
I torrini ristrutturati un anno e mezzo fa e già abbandonati
Nel parco di Borgo l’intervento è costato oltre 100mila euro Ma i locali sono vuoti e compaiono i primi segni di degrado
LIVORNO. I muri esterni, di un bel rosso intenso, scrostati in più punti. Erbacce davanti al portone e soprattutto i locali al loro interno desolatamente vuoti, inutilizzati. Ecco come si presentano gli antichi torrini situati all'ingresso di villa Regina, in Borgo dei Cappuccini, dopo oltre un anno e mezzo dal loro restauro.
L'intervento, concluso nel dicembre del 2012, aveva il duplice scopo di ripristinare i due storici edifici ed al contempo di rendere disponibili i loro ambienti, completamente rinnovati per alcune delle tante associazioni operanti a Livorno: un intento di certo lodevole, a cui però non sono seguiti i fatti. Nel senso che dopo diciotto mesi non c'è ancora stato verso di assegnare quei locali che, pur non essendo vastissimi, farebbero parecchio comodo a qualche associazione in cerca di una sede.
Dal Comune ci fanno intanto sapere che Stella Sorgente, il vicesindaco con delega per l'associazionismo, sta compiendo una ricognizione sui locali disponibili di proprietà comunale da poter concedere ai vari sodalizi che ne avessero necessità. Speriamo che il monitoraggio sia il più rapido possibile. Perché il tempo e l'incuria rischiano tanto per cambiare di rendere inutile quella ristrutturazione.
La riqualificazione dei due torrini, eseguita sotto l'egida della Soprintendenza, ha avuto una gestazione abbastanza lunga: se ne parlava già almeno dal 2007, ma l'occasione arrivò con un bando della Fondazione Telecom a favore di progetti per la valorizzazione di beni culturali contribuendo alle spese per i lavori. Il progetto di recupero fu quindi inserito nel piano triennale per le opere pubbliche 2009-2011 adottato nell'ottobre del 2008 e rivolto alla manutenzione di marciapiedi, scuole e patrimonio culturale, mentre l'intervento fu poi approvato dalla giunta comunale nell'ottobre del 2009 allo scopo di ricavare al loro interno "locali ad uso ufficio e sala per intrattenimento ed esposizione" per una spesa complessiva di 105mila euro. Partiti nel gennaio del 2012 i lavori si sono conclusi un anno dopo con un intervento diversificato per ognuno dei due edifici.
Nel torrino di sinistra è stata infatti definita una nuova ripartizione dei locali: al piano terra è stato ricavato un piccolo locale, mentre per raggiungere il piano sovrastante è stata ripristinata la piccola scala a chiocciola in graniglia preesistente. Nel torrino di destra è stato invece lasciato un unico locale al piano terra per avere più spazio disponibile. In entrambi gli edifici sono stati ricostruiti i solai e le strutture lignee di sostegno alla copertura, mentre per il tetto sono stati riutilizzati per quanto possibile i coppi originari.
Sono stati poi installati nuovi infissi, come pure sono nuovi i pavimenti e l'impiantistica. Per l'illuminazione esterna sono stati inoltre impiantati a terra quattro faretti (che non risulta siano mai stati accesi) con l'intento di assicurare una suggestiva visione notturna dei torrini.
La ciliegina sulla torta è offerta infine dalle tre scatole di derivazione elettrica e telefonica piazzate dinanzi al torrino di destra con un discutibile effetto estetico: tanto che alcuni residenti dei dintorni si chiedono: "Con tutto il posto che c'è lungo la via proprio lì davanti dovevano metterli?". Non solo: lo spazio esistente fra il muro esterno del torrino e le tre scatole di derivazione è diventato una sorta di pattumiera dove si possono trovare lattine di birra, cartacce e rifiuti vari. Per quanto tempo ancora?
Roberto Riu
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