Il Tirreno

Livorno

Unione delle authority

FACCIAMOCI SENTIRE ALL’ANCI

di VLADIMIRO MANNOCCI

 Abbiamo più volte affermato che Livorno ed il suo porto rischiano di essere marginalizzati non solo sul piano commerciale ma anche sul piano politico. Per questo motivo...

2 MINUTI DI LETTURA





A bbiamo più volte affermato che Livorno ed il suo porto rischiano di essere marginalizzati non solo sul piano commerciale ma anche sul piano politico. Per questo motivo pensiamo che un ruolo importante possa essere svolto anche dall'amministrazione comunale specie su temi dirimenti come la modifica alla legge 84/94, soprattutto per quel che riguarda il ruolo dei territori nei processi decisionali della materia portuale.

Nel decreto "Sblocca Italia" sono inseriti alcuni emendamenti che oltre ad accorpare le attuali Autorità Portuali (Livorno Piombino) costituiscono in modo pasticciato dei distretti logistici. Questa proposta, coerente con il modello"autoritario" del Pd di Renzi e del compare Berlusconi, dà una mazzata al ruolo degli enti locali, compreso il Comune, a partire dalla nomina dei futuri presidenti delle Authority. L'attuale ordinamento prevede che i presidenti siano "nominati previa intesa con la regione, con decreto del Ministro dei trasporti, nell'ambito di una terna designati dalla Provincia, dai comuni e dalle camere di commercio. La terna è comunicata al ministro dei trasporti tre mesi prima della scadenza del mandato. Il ministro può chiedere di comunicare entro trenta giorni dalla richiesta una seconda terna di candidati. Qualora non pervenga il ministro nomina il presidente, previa intesa con la regione interessata. Con questo blitz agostiano sarà il ministero delle infrastrutture a "selezionare, individuare e nominare il presidente sentito il parere dei presidenti delle regioni interessate". Quindi i Comuni spariscono direttamente dalla scena e la Regione potrà limitarsi a dare un "parere" che è altra cosa. Le sorprese non finiscono qui. Nel testo Lupi/Serracchiani, i presidenti delle Autorità Portuali diventeranno una sorta di "amministratori unici" di questi enti e i Comitati Portuali non avranno più poteri di deliberare ma daranno solo "pareri". Insomma, lo diciamo anche a fronte della diatriba di questi giorni fra il gruppo di maggioranza in consiglio comunale e il presidente dell'Authority, se esistono problemi con l'attuale ordinamento fra gli organi dell'Ap e le amministrazioni elettive, figuriamoci cosa accadrà quando passeranno queste modifiche in parlamento.

Riteniamo che il sindaco Nogarin debba da subito attivarsi in sede Anci per riferire al consiglio comunale la posizione dell'associazione su questi problemi. Auspichiamo che il sindaco di Livorno assuma un ruolo di primo piano in Anci Porti.

Rifondazione Comunista

Buongiorno Livorno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web