Il Tirreno

Livorno

Dal rischio chiusura ai nuovi investimenti Tred cerca personale

L’azienda che tratta frigoriferi in via delle Sorgenti torna a 11 unità: investiti 350mila euro. Ma serve più spazio

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LIVORNO. Sembrava destinata a chiudere da un momento all’altro. Invece Tred Livorno, l’azienda di via delle Sorgenti dove si trattano e avviano al recupero soprattutto frigoriferi e congelatori, è tornata ad assumere.

«Tre anni fa – racconta l’amministratore delegato, Nicola Suggi – ci davano praticamente per spacciati, siamo purtroppo passati da un organico di 28 dipendenti a sole 4 unità: adesso, grazie a recenti accordi commerciali con consorzi di settore, siamo tornati a 11 unità. È stato un percorso complicato e durissimo che ci porta a vivere questa rinascita con grande orgoglio».

L’azienda, spiega l’ad, come da accordo con i sindacati, arrivata la ripresa si è rivolta prima al personale che negli anni passati, dopo la cassa integrazione, era stato messo in mobilità. Al momento è in cerca ancora di due operai. Si parla di una parte di assunti e di una parte di lavoratori interinali.

Il primo grande campanello d’allarme per Tred era suonato nel 2009, quando l’azienda era ancora in parte di Aamps: prima le nuove normative sui consorzi che avevano di fatto spostato la gestione delle apparecchiature elettriche «a fine vita» nel nord d’Italia, poi i cali, la cassa integrazione, i tagli. Con l’idea anche di una possibile delocalizzazione a Pontedera. Ora, dopo la crisi nera e la chiusura data per scontata, la piccola azienda che opera nel complesso campo della Green Economy (tutta del gruppo Refri) rilancia.

Investimenti mirati sugli impianti, taglio delle spese, raddoppio della produttività (il business principale è appunto il recupero delle apparecchiature refrigeranti), individuazione e coinvolgimento delle maestranze più meritevoli: questi, come ripetono i responsabili, gli ingredienti che hanno saputo ridare ossigeno a questa realtà.

«La nostra forza è la squadra – ripete Suggi – dobbiamo ringraziare la proprietà per una fondamentale condivisione del progetto di rilancio». Per la ristrutturazione degli impianti sono stati investiti circa 350mila euro. «Investire in modo oculato anche nei momenti di crisi quando nessuno ti fa più credito, è stata la nostra arma vincente», sottolinea l’ad, che si rivolge anche al sindacato: «Ha avuto un atteggiamento lodevole, ha condiviso con la società il percorso di riorganizzazione che oggi ha consentito all'azienda di riassumere una parte del personale finito in mobilità. Ora serve una auspicabile e costruttiva collaborazione con le autorità cittadine».

Un messaggio dritto al cuore della nuova amministrazione comunale a cinque stelle. Perché, spiega Suggi, «l'attuale disponibilità degli spazi aziendali limita le possibilità di ulteriore sviluppo commerciale dell'azienda. Sono convinto che il futuro della Tred sia legato alla differenziazione delle produzioni e alla valorizzazione dei materiali di recupero delle lavorazioni e che vi sia la reale necessità di acquisire nuovi spazi, sia nel contesto in cui siamo che in altri contesti limitrofi». Oggi la Tred ha a disposizione circa 9mila metri quadri (solo 3.800 coperti): per incrementare le attività, ripetono dalla società, ne servirebbero almeno il doppio, da 15 ai 20mila metri. «In uno scenario occupazionale cupo – conclude Suggi – possiamo avere grandi potenzialità di espansione che, se ben sfruttate e gestite, possono garantire nuovi posti di lavoro, creazione di professionalità diversificate e sinergie mirate e proficue anche sul nostro territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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