Il Tirreno

Livorno

Alla deriva 40 imbarcazioni

Alla deriva 40 imbarcazioni

Onda di piena nel porto-canale di Chioma, danni anche al Moletto di Quercianella

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QUERCIANELLA. Era già accaduto in un recente passato, ma mai l’onda di piena del torrente Chioma aveva provocato il disastro che, invece, è accaduto ieri mattina alla foce, dove si trovano da una parte (sponda sud) il residence con annesso stabilimento balneare e banchina adibita a porticciolo (dove non ci sono stati danni) e dall’altra (sponda nord) la banchina del Circolo della pesca, che prosegue fino alla nuova darsena costruita una quindicina di anni fa e oggetto, per la diga eretta a protezione, di una lunga querelle legale.

L’onda di piena è arrivata fra le 10.30 e le 10.45 ed ha portato via con sé le barche e i gommoni che erano ormeggiati lungo la sponda nord che, per la conformazione del canale, è quella costretta a subire l’onda d’urto. Poco meno di una trentina di imbarcazioni, sono state trascinate via. A queste sono da aggiungere - sempre alla deriva - un’altra decina di natanti che si trovavano nel Moletto di Quercianella, un paio di chilometri più a nord.

Le barche - fino al pomeriggio - erano state recuperate solo in piccola parte. Alcuni scafi mancavano ancora all’appello e secondo alcuni testimoni potrebbero essere affondati nella zona di mare poco fuori dalla foce del Chioma.

La Guardia costiera (coordinata dalla centrale di Livorno e da capo Cusumano comandante del Locamare di Castiglioncello) è intervenuta con una motovedetta e un altro mezzo: ha recuperato parte delle barche insieme ai gommoni del Diving del porticciolo di Chioma (Marco Pizza a bordo), del bagno Ausonia di Castiglioncello e del Casm (Roberto Cecchini). Quattro barche e tre gommoni, che dopo aver rotto gli ormeggi sono stati trascinati fuori dal porto canale, sono stati intercettati dai natanti di soccorso mentre erano già al largo a sud del Chioma: qui sono stati presi al rimorchio e trasferiti al porto turistico di Cala de’ Medici a Rosignano. Cinque barche si sono incastrate all’interno del Molo Scaglietti (un “rifugio” 500 metri a sud della foce del Chioma), un’altra è invece finita sulla scogliera artificiale a ridosso dello stabilimento balneare, andando distrutta. Nell’alveo del torrente Chioma si sono rovesciati due natanti, un gommone è stato spezzato in due, un altro ha avuto grossi danni, mentre un cabinato ha rotto gli ormeggi arenandosi al centro. L’onda di piena ha spinto oltre le dighe foranee - verso il largo (dove è stata recuperata anche una barca rovesciata) - una quindicina di scafi. Secondo una prima stima il danno sarebbe superiore a 500/600mila euro. Alcuni proprietari delle barche distrutte hanno detto di voler andare fino in fondo per fare chiarezza anche sull’eventuale allarme che - hanno sostenuto - a loro giudizio doveva essere lanciato dal Circolo. Altri ancora hanno annunciato l’intenzione di rivolgersi ad un legale per promuovere una eventuale class action.

(e.a.)

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