L’Asl corre ai ripari «In arrivo più radiologi»
Dopo la denuncia del Tirreno l’azienda annuncia anche l’acquisto di un mammografo «Ma i 25mila esami all’anno che effettuiamo hanno pochi eguali a livello regionale»
LIVORNO. 25mila mammografie all'anno, tra esami di screening e richieste di medici di famiglia. E' a questo dato che l'Asl 6 si appella nel giustificare i tempi biblici delle liste d'attesa che abbiamo pubblicato sul giornale di domenica e che nel mese di giugno (per quanto riguarda le mammografie) hanno registrato una media di 348 giorni tra prenotazione ed effettuazione dell'esame.
«Si tratta di una quantità con pochi uguali a livello regionale - spiega Andrea Bardelli, responsabile della sezione dipartimentale di Senologia -, anche se certamente possiamo fare di più. Per questo, ad esempio, è in corso l'acquisizione di un nuovo mammografo digitale che andrà nelle prossime settimane ad arricchire la strumentazione a disposizione dell'ospedale di Cecina. Per Livorno poi, è in corso la valutazione per l'acquisizione di una nuova macchina che possa effettuare la cosiddetta "tomosintesi" e che permetterebbe uno studio mammografico più approfondito anche per i seni densi e quindi più difficilmente valutabili. Le nuove macchine lavorano direttamente in digitale permettendo non solo una qualità migliore delle immagini acquisite, ma anche una riduzione dei tempi di acquisizione e quindi una minore esposizione ai raggi a carico delle pazienti».
Ma non è semplice spiegarlo ai cittadini. Che ieri hanno inondato la nostra redazione di segnalazioni, la maggiorparte delle quali incentrate su un concetto: altro che un anno, molte prestazioni devono attendere anche i 15, addirittura i 16 mesi d'attesa. Maria Cira Murolo ci ha portato la prenotazione effettuata al Cup il 3 luglio con data 16 novembre 2015. E quella di sua sorella Teresa non è da meno: dal 22 luglio scorso al 9 dicembre 2015. Ilaria Belliti da luglio è arrivata al natale del 2015. Simona Salvini invece sarà sottoposta a mammografia tra poco: il 27 novembre. "Sì, ma ho prenotato il 18 febbraio 2013!", ci scrive.
Insomma una situazione fuori controllo (anche per gli altri esami). Di cui l'Asl non nega la gravità, provando però a guardare avanti: per sfruttare al meglio quanto messo a disposizione delle nuove apparecchiature sono già stati predisposti gli atti necessari per l'acquisizione dei radiologi, spiega una nota di viale Alfieri. «In particolare - dice Nicola Mazzuca, direttore del dipartimento dei servizi - abbiamo già inserito in servizio un radiologo a Piombino, mentre un altro ancora entrerà nelle prossime settimane nella stessa sede andando a coprire il posto che era rimasto vacante a seguito di trasferimenti. L'intera rete, inoltre, potrà beneficiare anche di una acquisizione ex-novo nel presidio ospedaliero di Portoferraio dove verrà destinato un altro radiologo attinto dalla graduatoria già aperta a livello di area vasta. Proviamo anche in questo modo a ridurre i tempi di attesa», dice Mazzucca. Che poi aggiunge: «E’ bene ricordare che quando si sente dire di esami eseguiti a mesi di distanza dalle prenotazioni, vuol dire che questi non sono stati considerati come "urgenti" dal medico proscrittore che altrimenti avrebbe avuto la possibilità di inserirli in percorsi diversi: i pazienti oncologici, ad esempio, hanno iter differenziati e senza attese. Stessa cosa capita, nel caso delle mammografie, per le pazienti cosiddette sintomatiche ovvero che siano mandate a controllo da un medico che abbia rilevato qualcosa di sospetto come un nodulo: anche in questo caso la visita e il controllo radiologico è assicurato in pochi giorni. Le attese di mesi, insomma riguardano solo ed esclusivamente persone senza sintomi, fuori dai percorsi di screening e che quindi sono considerati a bassa urgenza». Il che tuttavia non può giustificare un’attesa di un anno, un anno e mezzo per un esame che secondo la Regione (dunque per legge) andrebbe effettuato non oltre i 60 giorni.
@giucorsi
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