Italia
«Quel passaggio a livello deve essere riaperto»
Calambrone: l’unico accesso a via Leonardo Da Vinci resta la superstrada e gli Amici della Bicicletta hanno chiesto al Comune di intervenire con le ferrovie
LIVORNO. Anche la Federazione degli Amici della Bicicletta scende in campo per risolvere il problema del passaggio a livello del Calambrone: la sua chiusra infatti impedisce di immettersi in via Leonardo da Vinci senza percorrere un pur piccolo tratto della superstrada, che è vietata ai ciclomotori e ovviamente alle bici. E, con alle spalle e l'appoggio delle rispettive amministrazioni comunali, sollecita la Rfi(rete ferroviaria italiana), la federazione chiede anche al sindaco di intervenire perché si riapra il passaggio a livello così da consentire ai mezzi a due ruote “non abilitati” alla superstrada di rientrare dal Calambrone a Livorno senza dover percorrere quel tratto di Fi-Pi-Li.
Tratto da cui transitano, spesso ad elevata velocità, camion che trasportano merci in direzione del porto di Livorno.
Secondo il codice della strada ai mezzi inferiori i 150cc, e ovviamente alle biciclette, è proibito transitare, seppur per un breve tratto, dalla superstrada.Ad oggi non esiste quindi una alternativa se non quella di circolare con mezzi a due ruote con più di 150 di cilindrata o in automobile.
Il presidente Fiab di Livorno Luca Difonzo si è dimostra fiducioso per il futuro: «Abbiamo il pieno sostegno della nuova amministrazione, ho parlato personalmente con l'assessore Gordiani che mi ha garantito che la questione sarà oggetto di discussione della prossima seduta del consiglio comunale, l'obiettivo sarà quello di seguire l'esempio dell'amministrazione pisana e presentare una mozione per la riapertura all'ente delle ferrovie. Con l'amministrazione c'è pieno dialogo, le persone coinvolte sono sensibili al tema e vedo possibile una svolta».Anche dalla Regione ci sono state azioni in questa direzione: «L'assessore Ceccarelli, sta facendo pressioni anche perché un progetto ambizioso coinvolge quel tratto».Il progetto in questione è quello relativo una Ciclovia sulla costa tirrenica che colleghi la città di Pisa a quella di Livorno(e viceversa) e di conseguenza il porto.Il progetto della Regione Toscana è già stato approvato, ma questo intoppo compromette lo stanziamento di fondi per la realizzazione.
«Un progetto del genere ha una notevole importanza anche turistica. Sarebbe l'occasione per investire in un tipo di turismo(il cicloturismo appunto) in Italia ancora poco sfruttato. In Europa questo genere di turismo porta fino a 50 mld. Di introiti, prima su tutte la Germania» aggiunge Difonzo. «Non siamo contro un aumento della rete ferroviaria portuale, anzi. I due progetti possono e devono coesistere per migliorare l'economia della fascia tirrenica» conclude.
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