Italia
Raggirata e derubata a 91 anni: «Vergogna, le collane erano ricordi»
Il racconto della vittima dello scippo: «Mi ha seguita e mi ha detto che era un’estetista e dovevo provare la sua crema»
LIVORNO. Ce l’avesse tra le mani, quella «morettina con l’accento straniero» che l’ha raggirata e derubata dei suoi ricordi più preziosi «la ammazzerei», ripete con quel tono livornese chesuona come: gliela farei volentieri pagare cara. Anzi «le darei una manata e la butterei per terra, di qui a laggiù».

Emma Baronti, 91 anni, due figli, quattro nipoti, sei pronipoti, e uno spirito da pellaccia con il sorriso senza età, lo scippo subito giovedì mattina nella zona di Salviano, proprio non lo ha digerito. «Quelle due collane chi mi ha sfilato con l’inganno, le portavo da quarat’anni - racconta - La prima era di quelle lunghe con appeso un crocifisso, l’avevo comprata un po’ alla volta con i miei soldi. L’altra invece era un regalo di mio figlio. Adesso - va avanti toccandosi il collo spoglio intorno al vestito a fiori - mi sento che manca una parte di me».
Vicino a lei ci sono la figlia, il cognato e uno dei nipoti, Valerio. Dentro casa scorrazzano anche due nipotine che appena la vedono le saltano addosso per darle un bacio. «Quando è arrivata la telefonata nella quale ci ha detto cosa le era capitato - spiegano in coro i familiari - ci siamo spaventati. È vero: sta bene, è vispa, ma alla sua età certe cose possono avere brutte conseguenze». Nonna Emma sentendo certi discorsi fa spallucce, ti prende il braccio e ricorda a tutti quelli che la ascoltano: «Ho servito tre volte Mussolini alle colonie a Tirrenia, non paura di nessuno».
Infatti l’altro giorno non l’ha fermata la paura, ma la sorpresa. «Ero uscita - ricorda - per andare al chiosco dei giornali per comprare una rivista. Alla televisione - commenta - non c’è più nulla, così il pomeriggio mi metto a leggere. Mio figlio me lo dice sempre però: torna a casa, non andare in giro da sola con le collane puoi trovare gente strana. Io invece per aiutare la circolazione ho deciso di non tornare subito indietro ma di fare un giretto dell’isolato. Mentre ero in una stradina stretta, dove non passano nemmeno i gatti, ho visto due donne dall’altro lato del marciapiede. Una di queste ha iniziato a seguirmi: mi camminava vicina. Così dopo qualche metro mi sono girata e le ho chiesto: “Scusi vuole qualcosa? Dove va?».
A questo punto la truffatrisce, scippatrice con destrezza, è salita sul palco della messa in scena. «Sto andando dalla Pina, lei la conosce?», ha domandato per vedere se la vittima cadeva subito nella trappola. «Ho risposto che questa Pina, io non la conoscevo», ricorda la signora Emma. Allora è scattato il piano B. «Sono un’estetista - ha proseguito la morettina - ho una crema favolosa che potrei farle provare».
A questo punto la novantuenne ha ceduto. «L’ho fatto per educazione», ribatte prima di ripercorre i momenti durante i quali la truffatrice l’ha derubata. «Dalla borsa - va avanti - ha preso questo barattolo, l’ha aperto e poi mi ha spalmato la crema sul collo. Quando le sue mani si sono allontanate aveva in mano entrambe le collane: è scappata e io sono rimasta con la crema in mano. Appena ho visto un ragazzo con il motore l’ho fermato e gli ho spiegato quello che mi era successo. Speravo che la raggiungesse, invece ho aspettato alcuni minuti ma non è mai tornato. Secondo me c’era qualcuno che aspettava quella ladra con la macchina. Ecco perché mi rivolgo a chi ha visto per aiutarci».
Oggi la vittima si presenterà dai carabinieri per formalizzare la denuncia. «Giovedì non so come ho fatto a tornare a casa da quanto ero scossa - conclude - la sera non ho chiuso occhio, appena mi addormentavo sobbalzavo. Non me la meritavo di passare una cosa simile. In vita mia ho sempre fatto del bene a tutti. Mia nuora ieri mi ha dato un oggetto di bigiotteria, una collana. Ma l’ho tolta subito: no era la stessa cosa. In compenso mi è rimasta la crema», dice dietro un sorriso amaro.
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