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Livorno

Sofia, per il giudice basta l’ordinanza dell’anno scorso

Sofia, per il giudice basta l’ordinanza dell’anno scorso

Il tribunale di Livorno ha sciolto la riserva per le cure alla piccola dopo il no alle infusioni degli spedali di Brescia. Il legale: faremo reclamo

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LIVORNO. È stata dichiarata inammissibile dal giudice del tribunale civile di Livorno l'istanza presentata dai genitori della piccola Sofia per consentire la prosecuzione delle cure alla bambina. Secondo quanto riferisce il legale della famiglia, Federico Scavetta, nelle motivazioni il giudice ha ritenuto infatti «sufficientemente idoneo e specifica». Il provvedimento già emesso nel giugno 2013 che imponeva agli ospedali di Brescia la prosecuzione delle cure, per consentire l'individuazione dell'oggetto della prestazione. Per il giudice, sempre secondo quanto riferisce il legale della famiglia De Barros, si tratta di un obbligo "infungibile e incoercibile" che presuppone la cooperazione del soggetto debitore.

L'ospedale di Brescia dunque, si conclude nelle motivazioni, ha gli strumenti per far esigere l'ordinanza anche attraverso la predisposizione di ordini di servizio. «È vero che l'ordinanza è specifica - ha commentato l'avvocato Scavetta - ma nei fatti non è sufficiente altrimenti non saremmo dovuti tornare in tribunale a chiedere una nuova applicazione. Presenteremo reclamo, specificando questa incongruenza, a meno che nel frattempo l'ospedale di Brescia, avendo già un equipe pronta e viste le condizioni della bambina che sono sempre più gravi, non decida di estendere il trattamento anche a Sofia».

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