IL PROBLEMA MONOPOLIO NON ESISTE
di SABINA BARDI P. orto di Livorno 2000 è, primariamente, una "stazione" per i passeggeri dei traghetti che eseguono un indispensabile servizio di pubblico trasporto di persone per le piccole e...
di SABINA BARDI
P. orto di Livorno 2000 è, primariamente, una "stazione" per i passeggeri dei traghetti che eseguono un indispensabile servizio di pubblico trasporto di persone per le piccole e grandi isole. Le competenze e le funzioni direttamente svolte dalla società sono pienamente corrispondenti alla mission, mentre le altre attività sono normalmente eseguite dagli operatori del settore portuale.
Riteniamo pertanto "ingiustificate" e "probabilmente strumentali" le grida al monopolio, alla violazione di quanto disciplina il lavoro nei porti, e il richiamare che l'Autorità Portuale non può detenere società, o quantomeno debba cederne la governance. Considerato che gli studi fino ad oggi prodotti, non hanno approfondito la questione, informiamo che ogni "stazione marittima" ha un suo modello gestionale, proprie competenze e un diverso assetto societario. A titolo di esempio citiamo Piombino, la cui Authority (parimenti a molte altre in Italia) incassa direttamente gli aggi sui passeggeri e sui veicoli, essendosi limitata ad affidare la gestione dei bar e ristoranti con annesse sale d'aspetto. Parimenti ha affidato, tramite gara, la gestione dei parcheggi. Tra l'altro, a conferma che le Autorità Portuali possono detenere proprie società, purché non concorrenti con le attività portuali disciplinate dalla L. 84/94, l'Authority di Piombino gestisce direttamente pure la “security” per mezzo di una propria società di vigilanza.
Tutto questo dovrebbe aiutarci a chiarire che la Porto di Livorno 2000 è una società complessa, la quale, oltre a gestire le attività direttamente connesse al traffico dei passeggeri (traghetti e crociere), tramite i propri dipendenti, si occupa pure dell'amministrazione di beni, degli affidamenti, degli affitti e della manutenzione ordinaria e straordinaria degli stessi (parcheggi, uffici, bar e ristorazione, biglietterie). Ha, di conseguenza, alle proprie dipendenze, professionalità tecniche, legali ed amministrative, diversamente finalizzate.
Tra i dipendenti, vi sono pure gli addetti alla vigilanza, ai quali è applicato uno specifico contratto di lavoro. Pertanto, ed in ipotesi di una masochistica cessione di asset, è primariamente indispensabile definire clausole di tutela del personale.
In attesa di definitiva chiarezza sulle reali volontà ed eventuali procedure riguardanti la “Porto 2000”, riterremmo saggio ed opportuno che l'Authority si astenesse dal suscitare attese a proposito di futuribili assunzioni che potrebbero rivelarsi in duplicazione di professionalità esistenti nella propria società.
(Sabina Bardi è della segreteria
provinciale Uil Tucs)
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