Italia
L’ambasciata è distratta, così il bandito torna libero
Pasticcio internazionale per riportare in Italia un presunto rapinatore. La procura di Livorno ha chiesto di vedere gli atti per capire chi ha sbagliato
LIVORNO. Alla fine il bandito Alexie è tornato ad essere un ricercato ma a farne le spese potrebbbe essere ora l’ambasciatore italiano in Bielorossia Stefano Bianchi o qualche suo collaboratore.
È un pasticcio internazionale fatto di carte bollate, scadenze e rimpalli di responsabilità quello che ha portato alla scarcerazione di Alexei Procopenco, 41 anni, considerato dagli inquirenti «un pericoloso criminale» e accusato di essere la mente della rapina compiuta in una villa di Capoliveri due anni fa durante la quale venne picchiato selvaggiamente e derubato un collezionista di Rolex.
Eppure lo scorso 22 maggio la polizia Bielorussa aveva catturato il ricercato e lo aveva comunicato alla autorità italiane dopo una caccia durata un anno. Poi però sono venuti fuori i ritardi. Per notificare al presunto rapinatore l’atto di arresto il Ministero aveva 30 giorni di tempo, ma l’ambasciata l’atto partito dall’Italia deve averlo lasciato in un cassetto permettendo al 41enne di tornare a casa e mandando su tutte le furie la Procura di Livorno che ha aperto un’indagine.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
